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Archive for the ‘Arredamento cinese’ Category

Cari amici, ecco a voi il nuovo ed entusiasmante trailer del viaggio in Cina e Mongolia di Cesare Bergoglio alla ricerca di autentici tesori d’Oriente. Presto nel nostro magazzino di Moncalieri e on-line!

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La casa è lo specchio della propria personalità e delle proprie passioni, per questo ogni arredamento si distingue per gli stili e gli accostamenti che lo compongono. Tra le tante tipologie in commercio, i mobili etnici sono attualmente tra i più ricercati: il loro fascino sta conquistando il cuore di un numero sempre maggiore di persone proprio perchè questo particolare genere di arredamento non viene adottato solo per arredare e rendere originale la propria casa, ma anche per avvicinarsi al mondo di provenienza di un mobilio affascinante ed unico nel suo genere.

Che si scelga l’arredamento Indiano, Cinese, Mongolo o Tibetano, ognuno di questi stili è differente dagli altri e ha in sè caratteristiche particolari sia dal punto di vista dei materiali sia del metodo di lavorazione. Ogni materiale, ogni finitura porta con sè un po’ di atmosfera e un pezzetto di storia del paese di provenienza. Ecco allora che la scelta deve essere più che mai sicura, per evitare l’acquisto di mobili dozzinali e scadenti.

Le caratteristiche dei mobili etnici

L’importazione dei mobili etnici in occidente è nata in tempi antichi per poter soddisfare le esigenze dei viaggiatori che desideravano portare un “trofeo” delle loro avventure in terre lontane. Oggi questo stile è diventato un cult dell’arredamento contemporaneo, con sempre più appassionati ed intenditori in tutto il mondo. Il boom d’interesse è dovuto principalmente all’adattabilità di ogni arredo a qualsiasi tipo di ambiente, non solo per quanto concerne il mobilio ma anche rispetto a tappeti, tessuti, complementi decorativi e accessori. La caratteristica peculiare dei mobili etnici infatti è che grazie allo stile originale e ai colori, ogni pezzo di arredamento etnico può essere accostato sia a stili classici che contemporanei. Molto apprezzati sugli stili shabby, ad esempio, o nelle ambientazioni super tecnologiche, in quanto offrono un emblema dell’importanza delle tradizioni e dei significati che da sempre accomunano la vita dell’essere umano.

Elemento chiave che accomuna i mobili etnici è sicuramente l’utilizzo di materie prime naturali come il legno, il bambù e le ceramiche, che vengono lavorate dagli artigiani di ogni paese per poi approdare nelle case di tutto il mondo. I disegni sono rigorosamente dipinti a mano e raffigurano motivi simbolici, scene di vita quotidiana (si pensi alla bellezza dei ritratti sui mobili o sulle porcellane cinesi), saggi e animali mitologici. Anche i colori utilizzati sono di origine naturale. Nel caso di mobili molto antichi e i cui disegni hanno perso la loro lucentezza, prima di essere venduti i restauratori dovranno avere avuto cura nel riportare alla luce le originarie decorazioni con colori identici e ripercorrendone lo stesso stile pittorico. Un lavoro non solo artistico ma anche di grande responsabilità.

I diversi stili dei mobili etnici

I mobili etnici non sono affatto simili tra loro quando sono originali, specie a seconda della loro provenienza. Mobili indianiGli arredamenti provenienti dall’India, ad esempio, sono in legno e quasi sempre lavorati a mano nelle cesellature e nei decori in altorilievo o bassorilievo. Possono essere trovati nei colori del legno naturale, spesso in teak o palissandro indiano, oppure dipinti in modo armonico con colori naturali ed accesi che rispecchiano le tinte variegate della terra indiana. Sono molto adatti per offrire un tocco caldo al soggiorno o alla camera da letto, ad esempio, con librerie e cassapanche dalle linee essenziali, oppure ai salotti con gli intramontabili coffee table.

Parlando del Tibet vengono subito in mente l’armonia e la delicatezza dei multiformi simboli del buddhismo tibetano, che si rispecchia perfettamente nel tipico stile d’arredo. Mobili tibetaniI mobili etnici tibetani si contraddistinguono per il fatto di essere tradizionalmente concepiti per utilizzi sacri, rituali. I kabinet venivano utilizzati nei templi per riporre o anche solo appoggiare oggetti cerimoniali, mentre i tavolini preghiera venivano e vengono tutt’ora usati per appoggiare i rotoli con preghiere e mantra. Con il tempo i mobili tibetani sono entrati a far parte anche dell’arredamento quotidiano, ma senza per questo mancare del gusto e del rispetto dei dipinti con cui vengono decorati. Colorati e variegati, vengono naturalmente costruiti in legno.

Mobili cinesiI mobili che provengono dalla Cina sono caratterizzati dall’utilizzo, oltre che del legno, anche di materiali come il bambù o la porcellana, sono laccati e decorati con disegni di fiori e animali mitologici oppure concepiti nel tradizionale stile semplice ed essenziale in color legno. Le credenze e le credenzine cinesi sono ideali per arredare con un design originale e millenario salotti o corridoi, cucine e bagni. Molto di tendenza, i comodini cinesi ripercorrono le tappe dello sviluppo del mobilio cinese e lo ridisegnano in formato mignon, come se fossero dei piccoli kabinet che mantengono inalterato il loro fascino tradizionale. Da non dimenticare i kabinet nuziali, utilizzati per la dota degli sposi, con il tipico medaglione circolare in centro simbolo di unione e armonia tra gli opposti.

Mobili mongoliI mobili etnici provenienti dalla Mongolia conservano lo stile cinese, specie nei mobili di grande dimensione, ma con varianti nei colori e nei soggetti dei dipinti. Si ritrovano tutti in legno, laccati con lacche naturali e quindi lucidi e di facilissima manutenzione, con splendide decorazioni floreali e composizioni ispirate al mondo vegetale ed animale. Le credenze concepite in larghezza riportano spesso le “ali” sulle estremità, sono sovente policrome e di grande impatto. I kabinet più grandi, concepiti come veri e propri armadi, oltre ad una straordinaria capienza assicurano un effetto di grande importanza e bellezza, sia quando sono realizzati con colori scuri, come il nero, sia quando spiccano del rosso tipico della tradizione mongola, leggermente più aranciato rispetto a quello dei mobili cinesi.

Le 6 ragioni per scegliere un mobile etnico

Se qualcuno si chiedesse quali possono essere le motivazioni alla base della scelta di un mobile etnico, occorre sapere che i motivi non sono legati solamente al gusto estetico.

1) Innanzi tutto scegliere un mobile etnico significa acquistare da un commerciante che, se vende pezzi originali, ama il suo lavoro e lo conduce con passione. Non ci si improvvisa importatori di mobili etnici, ragione per cui un commerciante serio conosce i significati e i gusti di ciò che vende.

2) Un mobile etnico non si può acquistare ovunque, e non ci sono multinazionali che ne detengono il monopolio. Parlando di mobili etnici originali, la grande distribuzione sarebbe una contraddizione in termini. Inoltre su un mobile etnico creato nei luoghi di origine ci avranno lavorato restauratori, artigiani professionisti. E come ben sappiamo nè in Cina nè in India o in Mongolia ci sono aziende specializzate nella distribuzione di mobili antichi…
Ogni mobile etnico acquistato è un pezzo unico e, anche nel caso esista in vari esemplari, si può essere certi che questi non saranno mai del tutto uguali tra loro. Ogni mobile etnico scelto è stato prodotto con sentimento, per una funzione specifica, pensato e progettato per poi essere realizzato manualmente. Una cosa molto diversa da un prodotto seriale senz’anima.

3) La vita reale di un mobile etnico non ha termine. Con il passare del tempo mantengono il loro valore e possono essere restaurati, riparati a causa di danni accidentali, rivestiti con nuove laccature. Il loro punto di forza è il tempo, mentre la durata di un mobile standardizzato non arriva normalmente ai dieci anni.

4) Non dobbiamo dimenticare che il costo reale di un mobile etnico, pari alla differenza tra il costo di acquisto e quello di rivendita, diviso per gli interventi di manifattura che sono stati richiesti per realizzarlo in tutto il suo splendore e il numero di anni che se ne potrà godere, è molto basso, così come è molto basso il consumo totale di energia e di risorse naturali impiegate per la fabbricazione.

5) I materiali che costituiscono un mobile etnico, come il legno impiegato, gli eventuali collanti, le lacche e i colori sono sani e naturali, mentre i mobili industriali sono spesso fabbricati con componenti nocivi che continuano a rilasciare nell’uso (come la formaldeide nei laminati).

6) Un mobile etnico antico ha una lunga storia e la conoscenza e la ricostruzione di questa storia è un’occasione di cultura per tutti: per il restauratore, per il venditore, per l’acquirente e per tutti gli ospiti che avranno modo di goderne la presenza. L’antiquariato etnico rappresenta e genera un’economia vernacolare a piccola scala e dal volto umano. [1]

Ecco che, con le parole di Mario Praz su La Filosofia dell’Arredamento:

L’ambiente diviene un museo dell’anima, un archivio delle sue esperienze; essa vi rilegge la propria storia, è perennemente conscia di sé; l’ambiente è la sua cassa armonica dove le sue corde rendono la loro autentica vibrazione. E come molti mobili sono calchi del corpo umano, forme vuote per accoglierlo… così tutto l’ambiente finisce col diventare un calco dell’anima, l’involucro senza il quale l’anima si sentirebbe come una chiocciola  priva della sua conchiglia.

Come scegliere un mobile etnico online

Date queste necessarie premesse, torniamo all’argomento proposto dal titolo: come fare a scegliere mobili etnici online senza sbagliare?

icon_shop1) Innanzi tutto occorre capire se il sito di vendita in questione ha una sede fisica, dove si possono vedere ed eventualmente acquistare i mobili, oppure no. In presenza di una sede fisica aperta al pubblico possiamo essere più sicuri che chi vende i mobili etnici garantirà ciò che promette online. Metterci la faccia è sempre segno di serietà e rispetto per i propri acquirenti.

Icon_plane2) Occorre accertarsi che il venditore sia un importatore diretto, ovvero che scelga personalmente i mobili che vende direttamente nei paesi di origine. Niente di male se non lo è, tuttavia è quasi scontato che lo pagherete più caro, in quanto se si tratta di un  commerciante che acquista all’ingrosso non potrà garantirvi gli stessi prezzi di chi invece non ha intermediari.

icon_certify3) Per evitare di avere sorprese o di ritrovarsi con un mobile spacciato per originale quando invece si tratta di una riproduzione, occorre accertarsi che la ditta in cui si acquista rilasci un certificato di autenticità sul pezzo acquistato. Come si dice: verba volant, scripta manent

icon_professional4) In ultimo, se le precedenti condizioni sono state soddisfatte, è necessario sapere se il restauro dei mobili è affidato a restauratori professionisti o meno. I restauratori in loco infatti, oltre a conoscere i gusti e le esigenze della clientela, lavorano per garantire una perfetta funzionalità a prova di uso quotidiano.

Il titolare della nostra ditta, che da più di 80 anni è impegnata nell’importazione diretta di tappeti orientali e mobili etnici, ha spiegato in un recente articolo come fa a scegliere personalmente i mobili etnici che vendiamo sia nel nostro punto vendita che online. Troverete il suo articolo qui: Cesare Bergoglio: ecco come scelgo i mobili etnici per Marotta.

I nostri mobili etnici, tutti rigorosamente importati direttamente e certificati, rappresentano per la ditta Marotta un motivo di vanto e orgoglio senza pari: nel nostro magazzino – il più grande del Piemonte – vengono sdoganati container da tutto il mondo con frequenza periodica, segno dell’apprezzamento di migliaia di clienti che visitano il nostro punto vendita e, da diversi anni, il nostro sito ecommerce online: www.tappetimarotta.com.

Tra i nostri mobili etnici potrete ritrovare online:

Mobili tibetani, cassettiere tibetane, credenze tibetane, tavoli preghiera, mobiletti a colonna, consolle cinesi, kabinet cinesi, armadi mongoli, credenze mongole, tavoli mongoli, tavoli e scrivanie cinesi, armadi tibetani, librerie indiane, mobili indonesiani, bauli cinesi, scrigni tibetani, forzieri coreani, sculture indiane, cinesi e tailandesi.

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[1] Parte dei contenuti sono stati tratti e parzialmente modificati da http://www.ilcovile.it, Le ragioni del piccolo antiquariato, licenziato sotto Creative Commons.

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Da poco è arrivato un nuovo container, e per noi di Marotta Tappeti è sempre una grande festa! Anche in questo carico troviamo pezzi uno più bello dell’altro, ed il merito è solo di Cesare Bergoglio, a capo della nostra ditta, che personalmente si reca nei Paesi Orientali per scegliere i più bei mobili etnici e tappeti orientali.

In questo breve articolo spiega come fa. Buona lettura!

Cari amici, oggi voglio svelarvi quali sono

I  5 PASSAGGI PIU’ IMPORTANTI DI COME SCELGO ALL’ORIGINE I PEZZI D’ARREDAMENTO CHE ANDRANNO A CASA TUA…

LA DITTA MAROTTA TAPPETI E MOBILI ETNICI PREGIATI INFATTI È APPREZZATA PER IL GUSTO NELLA SCELTA E L’OTTIMA QUALITÀ DEGLI OGGETTI IMPORTATI DIRETTAMENTE E TUTTI SELEZIONATI DA ME PERSONALMENTE NEI LUOGHI D’ORIGINE UNO AD UNO. Personalmente, ho detto:

– No a qualità scadenti per abbattere i prezzi

– No a restauri economici senza garanzia

– No a mobili dozzinali senz’anima

  1. Quando mi trovo a migliaia di chilometri dall’Italia, la cosa più importante che mi rende sicuro nel momento della decisione per gli acquisti è che l’oggetto che sto comprando deve piacermi così tanto che lo inserirei a casa mia. I mobili possono essere vecchi, antichi o nuovi ma sempre bellissimi e autentici;
  2. Ogni pezzo deve essere in ottimo stato di conservazione, così da poter essere riutilizzato come se fosse nuovo (naturalmente dopo il nostro restauro);
  3. I mobili, le sculture, le porcellane, i tappeti e i soprammobili hanno una storia e ci parlano attraverso i colori, le lacche e i simboli di quei luoghi lontani. Quando vengono inseriti in un ambiente, devono farci sognare i luoghi di origine;
  4. Il restauro deve essere fatto in maniera conservativa, mantenendo inalterati i colori originali e usando prodotti naturali come la gomma lacca o la cera d’api;
  5. I fornitori nei Paesi Orientali sono la nostra grande forza, costruita anno dopo anno, da tre generazioni di serio e ininterrotto lavoro: la stima che ci lega ci permette di essere i primi nella scelta delle loro raccolte, dove vado ad acquistare di persona.

PER QUESTO EVENTO ABBIAMO SELEZIONATO PER TE CENTINAIA DI TAPPETI, MOBILI E OGGETTI D’ARTE IN OCCASIONE STRAORDINARIA,

alcuni dei quali pubblicati sul nostro sito ecommerce http://www.tappetimarotta.com e tutti presenti nel nostro magazzino.

Marotta, conosciuta come la più grande esposizione e scelta del Piemonte nell’unica sede di Moncalieri, vi invita ad osservare da vicino la nuova collezione di mobili, tappeti orientali antichi e moderni appena sdoganati!

Mongolia, Tibet, Cina, India, Afghanistan, Indocina, Persia, Pakistan, Anatolia, Caucaso-Uzbekistan non vi saranno mai sembrati così vicini. A presto!

Cesare Bergoglio

Cesare Bergoglio | Titolare della ditta Marotta srl

Cesare Bergoglio | Titolare della ditta Marotta srl

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Conoscere le tecniche di costruzione e di falegnameria dei mobili in legno cinese, offre la possibilità di apprezzarne ulteriormente l’armonia e il rigore estetico. Le tecniche impiegate infatti svolgono un ruolo fondamentale nell’effetto complessivo, la risultante del principio di unità che si ritrova al di sotto della superficie.

Le componenti del mobile non sono dunque collegate solo per formare un oggetto funzionale, ma anche per manifestare una concettualizzazione integrata: la lavorazione del legno in Cina ha origine infatti da una cultura antica sviluppatasi grazie ad una continua evoluzione dei sistemi architettonici (si pensi alle altezze e alla ricercatezza raggiunte durante le dinastie Ming e Qing) in armonia con la filosofia del tempo.

Chinese_framepanel_animationImmagine 1mobili_cinesi_tecnicaNei mobili tradizionali cinesi possiamo osservare ancora oggi l’utilizzo della tecnica “cornice e pannello”, tipica per la costruzione di tavoli, porte, credenze e kabinet. Il telaio è circondato dai bordi esterni della cornice incastrati grazie ad un sistema di linguette e scanalature. Questo sistema fissa il pannello all’interno della cornice senza dover utilizzare nè colla nè chiodi, e permette al pannello di adagiarsi comodamente all’interno del telaio ed eventualmente espandersi o contrarsi a seconda delle variazioni di umidità.

Un’altra tecnica molto utilizzata è quello delle gambe ad incasso, originaria della dinastia Song, impiegata per la creazione di sgabelli, sedie e tavoli. La tecnica prevede l’unione delle gambe nei punti di incasso dagli angoli di un telaio squadrato, collegate poi grazie a componenti a barella.

Le panche sono generalmente lunghe e chimate “banchi della primavera” ad indicare che possono essere condivise da amanti. Spesso sono poste davanti alle porte dei negozi o disposte attorno ai tavoli dei ristoranti. Tradizionalmente venivano impiegate anche come piattaforme di lavoro per gli artigiani.

Avere un mobile cinese, insomma, rappresenta molto di più di possedere un pezzo di arredamento funzionale: il mobile cinese è un simbolo principalmente dell’unione delle parti (simbolo spesso rinforzato dal medaglione circolare centrale dove si monta il chiavistello), in cui il risultato è molto di più e molto diverso dalla sola somma delle sue parti.

Alla prossima puntata per ulteriori spunti sull’arte orientale!

cina

Immagini e testo parzialmente tratti da http://www.chinese-furniture.com.

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Il testo e parte delle immagini del seguente articolo è tratto da Antiquariato Orientale su Persepolis.name. Qui il testo originale.

Dell’uso di mobili agli albori della società cinese si ha notizia dai reperti archeologici. Mobili in miniatura, ritrovati nelle tombe quale corredo funebre, testimoniano che tra i ceti sociali elevati era usanza diffusa arredare le stanze abitate e che le tecniche di laccatura erano già conosciute.

Inoltre, il ritrovamento di accette, seghe, trapani, scalpelli e strumenti di misura standardizzati, accerta che le tecniche di fusione dei metalli erano già tali da consentire di forgiare utensili per la lavorazione del legno.

La storia del mobile orientale, e cinese in particolare, è marcata da un graduale accrescimento in altezza poiché sino al 500 la gente svolgeva le attività di vita quotidiana inginocchiata o seduta a gambe incrociate su piattaforme basse dette kang che, ricoperte da materassi e cuscini servivano anche per dormire. Lungo i bordi dei kang venivano collocati tavolini, bauli e mobili bassi con ripiani o cassetti.

Dinastie Sui, Tang e le 5 Dinastie

Tra il sesto e il decimo secolo, per ragioni di supremazia politica ed economica, ci fu un lunghissimo periodo di guerre tra le varie dinastie sparse su tutto il territorio. Ciò favorì lo scambio e la fusione di espressioni artistiche e culturali tra popolazioni diverse.

Anche nell’ebanisteria si assiste a questa metamorfosi di forma e funzione: compaiono sedie e sgabelli, i letti diventano più alti e più ampi con veli e pannelli rimovibili.

Mobili alti e bassi hanno continuato a coesistere perché i cinesi a tutt’oggi non hanno abbandonato del tutto l’antica usanza di sedere a gambe incrociate sui kang.

Da questa metamorfosi nasce la rastrematura: un’escamotage degli ebanisti cinesi che consiste nell’allargare la base d’appoggio per conferire più solidità al mobile. Inoltre, si diffondono le tecniche di intarsio e di laccatura.

La società feudale cinese raggiunse il suo apice con le dinastie Sui, Tang e il periodo detto delle 5 Dinastie che apportarono stabilità politica e prosperità economica.

Dinastie Song, Liao, Jin e Yuan

Intorno all’anno 1000 la dinastia Song portò pace e stabilità e ciò favorì lo sviluppo di agricoltura, artigianato, industria e architettura. Le piante dei centri urbani si ingrandirono e sorsero palazzi, padiglioni e giardini. Mobili delle dimensioni attuali divennero si uso comune e nuovi modelli vennero introdotti come documentato nelle raffigurazioni e nei dipinti. Si diffuse l’intarsio in avorio e l’utilizzo di sedie e scrittoi per bambini che frequentavano scuole private.

Per le gambe di letti e tavoli nacque la linea curva e quella detta a zoccolo di cavallo, rivolto sia all’interno sia all’esterno. Anche nell’arredamento degli interni durante questo periodo si verificarono dei cambiamenti e l’introduzione di uno stile asimmetrico senza regole fisse. Alla fine della dinastia Song seguì un periodo disastroso soprattutto per l’agricoltura, ma il commercio e l’industria continuarono a beneficiare di un lento sviluppo. La struttura dei mobili divenne più razionale e ciò pose le basi dello stile Ming e Qing. Documenti storici dimostrano che l’ebanisteria pre-Ming era già molto sviluppata ma ben poco è sopravvissuto.

Dinastia Ming

Nel 1368 la dinastia nazionale Ming rovesciò la dinastia mongola degli Yuan portando oltre alla stabilità politica, l’apertura degli scambi commerciali. Iniziò una consistente importazione di legni preziosi dal sud-est asiatico, furono costruiti palazzi ed abitazioni residenziali e per la prima volta vennero anche stampati libri tecnici sull’ebanisteria.

Tutto ciò contribuì al raggiungimento di tecniche, standard di funzionalità e design che ha immortalato lo stile Ming tra quelli di maggior rilievo nelle storia del mobile. In questo periodo prende forma anche il concetto di arredamento con categorie di mobili per spazi e funzioni e la disposizione diviene simmetrica, ad esempio un tavolo con 2 sedie o 4 sgabelli.

I materiali usati in questo periodo sono legni duri, densi, ma di fibra elastica in modo da permettere lavori di intarsio. Tra i più pregiati si ricordano il Huanghualì e lo Zitan.

La linea del mobile Ming è pura e semplice, elegante e delicata.

I periodi Ming e Qing sono considerati l’epoca d’oro del mobile cinese; pezzi di questo periodo sono esempi di alto antiquariato e oggi è piuttosto difficile trovarne. I mobili in huanghuali e altri legni pregiati avevano già all’epoca prezzi esorbitanti ed erano perciò accessibili solo a famiglie ricche che ritenevano il legno meno pregiato sconveniente per il loro arredamento. Suzhou, città appena ad ovest di Shangai ed oggi patrimonio dell’Unesco per i suoi meravigliosi giardini, è stato il centro della produzione di questi mobili e sembra che molto del legno utilizzato venisse importato dall’Indocina.

Dinastia Qing

Nota anche come dinastia Manciù, la dinastia Qing conquistò l’intera Cina nel 1644, e la governò fino al 1912.

Durante il loro regno si raffinarono le tecniche di scultura, intarsio, laccatura e nacquero nuovi design.

Anche nell’arredamento degli interni vi furono modifiche pur mantenendo uno stile simmetrico.

Durante l’ultima parte della dinastia Qing il mobile classico divenne un’ombra della antica tradizione e perse la bellezza della sua semplicità, tuttavia, l’applicazione rigida di regole e di precise tecniche di lavorazione, l’impronta caratterizzante dello stile Ming assorbito ed evoluto, conferiscono allo stile Qing la sua unicità.

Stile Occidentale

Nella prima metà del XIX secolo la politica della dinastia Qing era profondamente corrotta. Le contraddizioni tra differenti classi sociali divennero più acute.
Allo stesso tempo la chiusura delle frontiere portò un declino progressivo dell’economia cinese proprio nel momento in cui i capitali accumulati negli stati europei cercavano sbocchi spingendo i governi verso un’aggressiva politica coloniale. Nel 1839 scoppiò la guerra dell’oppio tra Cina e Gran Bretagna che ottenne Hong Kong.

Iniziò un periodo, che culminò con la caduta della dinastia nel 1911, caratterizzato da invasioni territoriali e incursioni nella politica, nella cultura e nell’economia cinese: le frontiere vennero riaperte dal fuoco imperialista. L’evoluzione della scienza e della tecnologia occidentale ebbe un grande impatto in Cina.

Anche nel mobile lo stile occidentale e soprattutto l’influenza rinascimentale suscitò interesse. Più tardi il barocco, il rococò e lo stile vittoriano ebbero vari livelli di impatto e divennero una tendenza che impegnò gli ebanisti cinesi a sposare le tecniche di lavorazione cinese con lo stile occidentale dando origine a ciò che può definirsi coloniale cinese.

Queste innovazioni sono affiancate dall’affermazione del mobile vernacolare quale espressione peculiare della storia del paese. Per mobile vernacolare intendiamo definire un gruppo specifico di mobili strettamente legati al luogo di origine ed allo stile di vita della gente che li usava, databili in un arco di tempo che va dai 100 ai 200 anni. Sono realizzati con tecniche di incastro e metodi tradizionali e sono generalmente decorati. Hanno origini popolari e differiscono di regione in regione. Apparsi sul mercato alcuni anni fa, sono stati immediatamente apprezzati dagli acquirenti stranieri, soprattutto in Europa. Ora stanno inevitabilmente scomparendo a causa dell’esiguo numero di pezzi realizzati e dell’interessamento manifestato dalle nuove generazioni di cinesi urbanizzati che stanno riscoprendo i valori e le tradizioni di un passato rurale di cui questo arredamento è parte fondamentale.

I mobili più recenti, quelli costruiti dopo la proclamazione della repubblica del 1911, differiscono dai vernacolari perché testimoniano un periodo storico molto travagliato che culmina con la nascita della Repubblica Popolare Cinese nel 1949: il design è meno attraente ed il materiale usato è di minore qualità, ciò nondimeno, documentano un momento particolare della storia della Cina.

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