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Archive for the ‘Simbologia’ Category

Che significati hanno le posizioni del Buddha, nelle varie raffigurazioni?  Da dove nasce la sua statua, simbolo di realizzazione spirituale e trascendenza? La storia del Buddha ebbe origine con la nascita di Siddharta Gautama, principe di una famiglia reale in quello che ora è il nord dell’India. Il giovane crebbe circondato da ogni forma di ricchezza e benessere, e potè godere di un’educazione raffinata.

All’età di ventinove anni, Siddharta lasciò il palazzo reale per la prima volta nella sua vita, scoprendo la sofferenza, la povertà e la malattia che pativano gli uomini appena all’esterno delle mura.

Questa esperienza lo segnò profondamente, portandolo a comprendere come nulla fosse permanente. Il principe decise così di abbandonare la vita di palazzo e di intraprendere un viaggio che gli permettesse di comprendere il reale significato dell’esistenza umana.

Al termine di tale percorso, Siddharta Gautama raggiunse l’illuminazione – uno stato di felicità duraturo e senza confini, il pieno sviluppo del potenziale di corpo, parola e mente, e divenne Buddha.

Gli accadimenti che segnarono la vita di Buddha, in particolare quelli durante il proprio percorso spirituale, influenzarono le raffigurazioni artistiche di questo personaggio, sia dal punto di vista pittorico che scultoreo.

La statua di Buddha è senza dubbio la scultura più usuale nell’iconografia spirituale. In tale secondo ambito, soprattutto, il corpo di Buddha venne rappresentato in posizioni differenti, ognuna rappresentante simbolicamente una diversa fase della sua vita.

Ecco dunque i significati delle posizioni del Buddha:

Il Buddha che cammina

È essenzialmente simbolo di protezione per i suoi discepoli, colui che dona benevolenza e allontana la paura; queste rappresentazioni nella statua di Buddha fanno riferimento alla fase della vita da profeta di Siddharta, durante il proprio percorso spirituale.

14699-2Il Buddha in piedi

Il Buddha in piedi è colui che insegna. Molto comune è la rappresestazione del Buddha impegnato a tenere il primo discorso in pubblico, posizione conosciuta col nome di vitarkha mudra.

004-statuaIl Buddha seduto

Questa statua di Buddha ricorda la fase della vita di Siddharta forse più intima e solitaria: è il momento della meditazione sotto l’albero della bodhi.

32656-1Il buddha sdraiato

Le immagini di questo tipo sono relative all’ultima parte della vita del Buddha, quella segnata dal raggiungimento dell’illuminazione e dall’attesa della morte, preannunciando il passaggio al Nirvana.

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Molti di noi, alle prese con la scelta di un così prezioso complemento, si chiedono quali siano i simboli dei tappeti orientali. Le raffigurazioni sono davvero numerose, ma spesso spiccano nei già citati tappeti caucasici dei motivi legati al mondo zoomofo.

Gli animali, così come quasi tutte le immagini sui tappeti, non hanno naturalmente un mero scopo figurativo, ma racchiudono significati importanti legati alla cultura e alla tradizione dei popoli di origine. Ecco una breve carrellata degli animali cui è attribuito un maggiore potere simbolico:

img_4731Aquila: questo uccello è probabilmente la figura zoomorfa più raffigurata nei tappeti caucasici, essendo riconosciuto come “re degli uccelli” per il suo predominio dell’aria: rappresenta quindi la potenza cosmica e per tale ragione è divenuto uccello protettivo dei sovrani.

Per la sua capacità di elevarsi in volo, l’aquila allegoricamente si ritiene capace di alimentarsi di un fuoco superiore, quello del sole. È infatti considerata un uccello solare, per la sua capacità di sfidare il Sole guardandolo senza bruciarsi e assimilando la potenza dai suoi raggi.

Viene spesso ritratto nella forma bicefala, in quanto gli esseri a più teste venivano ritenuti, nella tradizione popolare, capaci di emanare un incantesimo di protezione più forte.

In alcuni esemplari di tappeti, questo rapace è raffigurato con una piccola cavità tra le teste che rappresenterebbe “la porta metafisica del sole o del cielo scavata nel mezzo del corpo” (Cammann, Ancient Symbols in Modern Afghanistan, in “Ars Orientalis”, Vol. 2, Michigan 1957 pag. 12).

Gallo: strettamente legato al Sole, di cui annuncia il sorgere, il gallo è il simbolo della rinascita ed è un alleato delle forze benefiche e protettrici. Svolge la funzione di sorveglianza scacciando gli spiriti del male.

Nella tradizione preistorica del vicino Luristan, esso veniva rappresentato sulle spalle degli dei Sraosha e della dea della fertilità Ashi.

Nei tappeti caucasici è spesso riconoscibile dalla cresta e dal pennacchio oltre che dal piumaggio evidente e dalla coda falcata. In alcuni esemplari lo si individua inserito in un cerchio di perle o recante, nel becco, una collana di perle. In altri, il suo capo viene circondato da una sorta di aureola e viene posto sulla sommità dell’albero della vita.

img_2026Pavone: questo uccello è sempre stato oggetto di venerazione da parte delle popolazioni caucasiche pagane grazie alla particolarità del suo piumaggio.

Le macchie caudali, simili ad occhi, lo renderebbero adatto a difendersi dallo sguardo malefico, elevandolo a simbolo di immortalità e resurrezione; i suoi sgargianti poi colori ricordano il potere luminoso del sole.

Anche per la religione musulmana insediatasi nell’area caucasica, il pavone era considerato animale puro ed importante: “secondo interpretazioni teofisiche, prima della creazione del mondo, Maometto era una sostanza luminosa a forma di pavone ed il pavone stava posato sull’albero della certezza. Da questa sostanza è stato creato il mondo”. (Wensinck, Trees and birds as Cosmological Symbols in Western Asia, Amsterdam, 1921, pag. 38).

Drago-pavone: denominato nella tradizione caucasica Paskundi, questo animale mitico abita nel regno dei morti. Ricalca la tradizione del favoloso Simorgh, di tradizione persiana, il quale come la fenice, sarebbe capace di risorgere dalle proprie ceneri.

Secondo la leggenda il perfido drago-serpente Gvelesapi rapì il figlio di Paskundi per cibarsene.Solo l’intervento di un giovane coraggioso e l’uccisione del mostro, evitarono il peggio.

In segno di gratitudine il Drago-pavone curò la gamba ferita dell’eroe accarezzandolo con la propria ala guaritrice e lo elevò verso il regno della luce.

Leone: questo animale, così come gli altri animali feroci,simboleggiavano la vittoria ed il potere . La raffigurazione di essi sui tappeti aveva la funzione di allontanare i malefici e le disgrazie.img_7795

Ariete: presentano la duplice caratteristica di richiamare le origini pastorali di tanti popoli dell’area caucasica, ma venivano anche ritenuti carichi di grande magia positiva. Venivano associavi al fenomeno della pioggia, evento spesso auspicato dai pastori della regione.

La loro raffigurazione integrale sui tappeti è piuttosto rara, più comune è la presenza di questo animale tramite parti di esso: in particolare compaiono gli apparati ritenuti più sacri ovvero le corna, spesso in un motivo ad “S” dall’alto valore simbolico.

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Tra il Mar Caspio ed il Mar Nero si sviluppa una regione geografica piuttosto ristretta che però concentra in sè un gran numero di popolazioni di origine diversa. Il nord, segnato dal fiume Volga, vede la presenza di Abasini, Beslenei, Ceceni, Ingus, Tusci e Kisti, il centro, di popolazioni di origine Ossetica, Taliscica e Tat (nome con cui vengono indicati i Tatari).

Il sud, che si intende circoscritto dall’altopiano iranico, è invece abitato da Avari, Lichi, Dargua, Lesghi, Aghul, Rutuli ed altri ancora.

Scriveva Adolf Dirr nel testo Kaukasische Märchen che:

Il Caucaso rappresenta un’isola nella corrente degli avvenimenti mondiali; nelle sue gole e nelle sue valli sono rimasti impigliati numerosi brandelli di popolazioni con le loro leggende e credenze, usi, costumi e linguaggi.

tappeto caucasico - Marotta tappetiTra i caratteri che accomunano tutti questi popoli vi è certamente la grande tradizione della tessitura dei tappeti con la produzione di esemplari dalla ornamentazione geometrica e dalla vivacità cromatica.

Ma ciò che più affascina è la varietà di simboli che popolano i tappeti caucasici, spesso di origine zoomorfa.

Agli animali venivano tradizionalmente associati determinati poteri magici, la cui specificità derivava dalle caratteristiche caratteriali di ognuno di essi.

La ragione per cui molti di questi esseri positivi erano rappresentati sui tappeti discendeva dalla credenza che la loro raffigurazione emanasse virtù positive sul creatore dell’immagine e su colui che ne fosse entrato in possesso, proteggendo entrambi dai malanni e dai pericoli.

Ritroviamo nei tappeti caucasici numerosi animali quadrupedi facilmente riconoscibili, come cammelli ad una o due gobbe, capre, pecore cavalli o addirittura cani (raffigurati più raramente in quanto alcune scuole islamiche considerano questo animale, impuro).

Altrettanto riconoscibili risultano spesso gli uccelli, rappresentati normalmente con una testa triangolare o approssimativamente trapezoidale e la macchia dell’occhio segnata con colore diverso, un collo lungo e linee marcate all’indietro rappresentanti il piumaggio.

Le popolazioni caucasiche attribuivano grandi poteri magici agli uccelli dal momento che, librandosi nell’aria, rappresentavano il collegamento ideale tra cielo e terra. Inoltre essi rivestivano anche un ruolo più pratico, benchè fondamentale nello stile di vita fortemente legato all’agricoltura dell’epoca, ovvero liberare i campi da topi e serpenti.

Non sempre il riconoscimento dell’animale sui tappeti caucasici è immediato, con una stilizzazione che rende la raffigurazione più esoterica ed il potere dell’animale circoscritto, secondo la tradizione culturale, a pochi. Addirittura talvolta questi animali, ed in particolare gli uccelli, divengono simili a lettere dell’alfabeto occidentale: la “C”, la “E”; in realtà in questo tipo di rappresentazioni testa e corpo triangolari vengono collegate da un tratto verticale che, lungi dall’essere parte di una lettera, ne rappresenterebbe il collo.

In alcuni esemplari di tappeti caucasici, due uccelli vengono raffigurati l’uno accanto all’altro, collegati da una fascia mediana, divenendo così molto simili alla lettera occidentale “H”: tale raffigurazione è altamente simbolica, significando una sorta di raddoppio e di dualità magica.

foto2Ancora più potente è ritenuta la raffigurazione degli animali in posizione tra loro contrapposta, a formare un ornamento ad “S“: questa figura costituisce la forma più semplice del vortice di animali. Il vortice, grazie alla sua rotazione intorno ad un centro e grazie alla forma circolare che ne deriva, ha sempre assunto, nella cultura preistorica, un significato metafisico. Non a caso la danza realizzata in circolo o l’accensione del fuoco con movimenti rotatori erano ritenuti comportamenti sacri.

La sovrapposizione di due ornamenti ad “S”, dà origine a figure ottagonali in cui le rappresentazioni zoomorfe si ripetono. Caratteristica di questa raffigurazione sui tappeti caucasici è l’orientamento delle teste di animali verso le quattro direzioni cosmiche ed è spesso sottolineato da un’alternanza cromatica tra le sezioni della figura geometrica.

medaglione caucasicoTale raffigurazione, caratterizzata dal forte impatto simbolico e dalla carica magica che gli si attribuisce, è denominata medaglione caucasico.

Una volta individuato l’animale raffigurato sul tappeto caucasico in questione, è interessante scoprire quale fosse il significato ad esso collegato.

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Gentili lettori, cari amici, oggi postiamo un documento molto significativo: un vero e proprio dizionario dei simboli cinesi – che in parte ritornano anche in Mongolia e Tibet – per meglio conoscere e scegliere, ad esempio, il proprio arredamento. I simboli qui elencati possono infatti essere ritrovati nelle porcellane, nei dipinti, sul mobilio, nelle sculture e in diversa altra oggettistica decorativa o cerimoniale.

Anatra: simbolo della fedeltà coniugale. Coppie di anatre Mandarine che nuotano e che si aggirano tra la vegetazione lungo i fiumi o i laghi, erano immagini particolarmente usate e favorite nel XIV secolo nella decorazione delle porcellane cinesi bianco-blu.

Aquila: forza.

Artemisia: questa pianta aromatica è considerata uno degli Otto tesori. Il simbolo della pianta è utilizzato per allontanare le malattie, e quando si trova su una porta ha lo scopo di impedire l’entrata ai demoni.

Bambù: il bambù è l’emblema della longevità ed è considerato uno dei “Tre amici dell’Inverno”. Spesso viene dipinto in associazione con pini e pruni.

Carpa: la carpa rappresenta un vantaggio negli affari. Talvolta viene raffigurata con un drago, in riferimento alla frase usata nei tempi antichi in Cina secondo la quale un uomo che ottiene un’alta posizione ufficiale: “la carpa è saltata oltre il recinto del drago”. Il recinto del drago rappresneta “la porta di corte”.

porcellaneCavallo: emblema di velocità e perseveranza. La leggenda degli otto cavalli di Mu Wang è spesso usata come elemento decorativo.

Cervo: il cervo è considerato essere il solo animale capace di trovare i sacri funghi dell’immortalità. La divinità della Longevità è spesso dipinta sopra un cervo o accanto ad esso.

Cicala: la cicala rappresenta l’immortalità o la vita oltre la morte.

Cipolla: simbolo di intelligenza.

Colomba: fedeltà e longevità.

Crisantemo: insieme al pruno, la peonia e il loto, il crisantemo è simbolo delle quattro stagioni. E’ l’emblema dell’autunno e simbolo di giovialità, di lunga vita e, più in generale, di durata.

Drago: il drago è l’emblema degli Imperatori fin dal periodo Han. Spesso sul fodero delle armi si ritrovano due draghi, simbolo di coraggio e ardore nel combattimento. Secondo alcune teorie, durante il periodo Yuan e Ming la decorazione di cinque artigli di drago era di uso esclusivo della corte imperiale.  Alcuni oggetti hanno i cinque artigli rimossi, declassando lo status degli oggetti su cui si trovavano probabilmente perchè rubati da un palazzo. Quattro artigli indicano un principe, tre o meno un ufficiale.

qudriElefante: forza e astuzia, simbolo di qualità morali elevate.

Fagiano: simbolo imperiale di autorità, usato anche come un simbolo di una carica ufficiale.

Farfalla: con i fiori di pruno simboleggia lunga vita e bellezza. Insieme ai gatti rappresenta il desiderio di vivere fino a 70 o 80 anni.

Fenice: emblema dell’Imperatrice e della bellezza. Appare solo in tempi di pace e prosperità. E’ la seconda delle quattro creature sovrannaturali, in cui il primo è il drago, l’unicorno è il terzo e la tartaruga è la quarta. Una fila di piccoli uccelli è sempre in attesa quando vola la fenice.

Galletto: simbolo di protezione dalle influenze astrali negative. All’alba, con il suo canto, allontana i fantasmi. Il gallo rappresenta inoltre la fama e la realizzazione.

Gatto: il gatto è il protettore dei bachi da seta ed è considerato un pericolo per gli spiriti maligni. Grazie alla sua vista formidabile, infatti, si dice essere capace di vedere gli spiriti nell’oscurità.

Grillo: il grillo rappresenta lo spirito del combattimento.

Gru: emblema della longevità e della saggezza spirituale. Le gru sono i destrieri volanti degli immortali e si ritiene siano i mezzi di trasporto delle anme della morte verso il Paradiso. Una gru che vola in cielo simboleggia un avanzamento di stato.

Leone: anche conosciuto come “Cane di Fu”, è simbolo di forza sovrumana e protettore e veicolo degli esseri santi. I leoni sono l’emblema del valore e dell’energia, spesso dipinti in coppia: il maschio ha una zampa su una palla broccata che rappresenta il gioiello della legge, una perla o un uovo che racchiude un cucciolo. La femmina ha ai suoi piedi un cucciolo, che spesso sta mordendo la lingua della madre.

mobilicinaMarottaLoto: simbolo di purezza e perfezione, emblema dell’estate e dell’abbondanza di frutti. E’ uno degli otto tesori del Buddhismo.

Melograno: simboleggia la fertitlità ed, essendo pieno di semi, di progenie maschile numerosa.

Nodi infiniti: lunga vita senza incidenti.

Oca: matrimonio benedetto.

Orso: l’orso normalmente è raffigurato come simbolo dell’Uomo.

Panda: come nel caso dell’orso, anche i panda sono spesso utilizzati come simbolo dell’Uomo.

Pavone: emblema di bellezza e dignità. Le piume della coda del pavone sono state usate fin dalla dinastia Ming per mostrare i ranghi ufficiali.

Peonia: il re dei fiori. Rappresenta un augurio di buona fortuna ed è simbolo di amore e affetto, di bellezza femminile e della primavera.

Perla: essenza della luna, emblema del genio nell’oscurità, segno di bellezza e purezza.

Pesca: la pesca è anche conosciuta come frutto regale, in quanto si ritiene che desse l’immortalità agli Immortali e che fosse l’elisir della vita dei Taoisti. La pesca è anche simbolo di matrimonio, primavera e immortalità. Si riteneva che il pesco degli Dei fiorisse una volta ogni 3000 anni e che i frutti di vita eterna impiegassero altri 3000 anni per maturare.

Pescatore: una delle quattro occupazioni fondamentali insieme al boscaiolo, al contadino e allo studioso.

canidiFoPesce: simbolo di salute. Un paio di pesci simboleggiano il matrimonio, la felicità coniugale, la fertilità e la tenacia. Lo stesso vale per la carpa.

Pipistrello: simbolo di buona fortuna. Quando in Cina qualcosa viene dipinto a testa in giù, significa che è arrivato; allo stesso modo quando il pipistrello è dipinto sottosopra significa che la fortuna è arrivata. I Wu Fu, ovvero i Cinque Pipistrelli della Fortuna, rimandano ai cinque auguri: di lunga vita, ricchezza, salute, amore e morte naturale.

Quaglia: grazie al sua carattere battagliero, è l’emblema del coraggio.

Rospi a tre zampe: si ritiene esistessero solo sulla luna, ingoiati durante un’eclisse. Simbolo dell’irraggiungibile. Liu Hai, un immortale, sembrava possederne uno.

Salice: simbolo Buddhista di mitezza. Segno della primavera, ritenuto avere il potere di cacciare i demoni.

Scimmia: la scimmia allontana gli spiriti maligni. Spesso si trova la scimmia che tiene in mano una pesca, rubata nel giardino di Xi-wang-mu.

Serpente: il serpente rappresenta la furbizia, il potere sovrannaturale e demoniaco.

Tasso e gazza: questi due animali, quando dipinti insieme, simboleggiano un augurio di felicità.

Tartaruga: longevità e immortalità.

Tigre: la tigre rappresenta la forza e le capacità militari.

Tratto e parzialmente modificato da http://www.antiquesforliving.com/education_Articles_General03.html (in inglese)

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Il seguente articolo è tratto da: http://www.italiacina.org/cultura/arte_cera_roma.htm

Le immagini sono tratte da: http://www.tappetimarotta.com

Sulla ceramica e porcellana in Cina, di Maria Carlotta Romano

La produzione di manufatti ceramici presuppone stanziamenti umani relativamente stabili, disponibilità immediata di materie prime e un’organizzazione del lavoro che, grazie alla creazione del necessario surplus alimentare, consenta di distogliere parte dei membri di una comunità da attività esclusivamente mirate al procacciamento di cibo per impiegarla nella produzione artigianale di vasellame d’uso domestico e funerario.

Queste condizioni si verificarono in Cina presso le diverse culture neolitiche che fiorirono fra l’8000 e il 2000 a.C. ca. nella valle dello Huanghe (Fiume Giallo) e a Nord e a Sud dello Yangzijiang (Fiume Azzurro).

La più famosa delle culture neolitiche cinesi, quella di Yangshao, è anche la più estesa sia cronologicamente (5000-3000 a.C.), che territorialmente e deve la sua fama al livello raggiunto nella produzione di vasellame. (altro…)

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Come già visto nei post precedenti, spesso il pregio di un mobile tibetano risiede principlamente nelle sue decorazioni, veri e propri capolavori di pittura senza tempo che riempiono lettalmente ogni centimetro cubo della superficie disponibile.

Molti dei motivi tibetani hanno origine dalla loro stessa Tradizione religiosa e culturale, mentre altri sono stati direttamente “importati” da altre culture, come risultato dei traffici commerciali con i paesi vicini.

Molto sommariamente si possono dividere i motivi decorativi tibetani in tre categorie:

1 – I simboli religiosi come la ruota del Dharma, il loto, il vajira, il nodo eterno, il gioiello sovrastato da una corona a cinque fiamme. Il significato di ognuno di questi è variato nel corso del tempo, adattandosi alla religione dominante del momento. Il simbolo della ruota, ad esempio, era già presente nell’India pre-Buddhista, ma per i Buddhisti rappresenta il Buddha stesso e i suoi insegnamenti.

Alcuni di questi simboli hanno fatto parte della cultura tibetana per migliaia di anni, altri furono introdotti dagli artisti del Nepal, dell’India, del Kashmere che lavorarono a progetti artistici in Tibet come murales e dipinti all’interno e all’esterno dei templi, senza contare la simbologia introdotta dal Buddhismo tra il VII e il XII secolo.

2 – I disegni decorativi. In aggiunta a quelli simbolici, alcuni disegni hanno una funzione puramente decorativa. Rintracciare l’origine di questi disegni non è semplice; probabilmente i motivi vegetali stilizzati derivano dall’Asia e dall’Europa, anche se, in molti casi, le forme degli elementi rappresentati suggerisocno prototipi originali e specifici.

Alcuni artisti tibetani furono molto chiaramente ispirati dalle sete preziose e dalle porcellane che venivano importate. Dal XIV secolo ad adesso, la cultura Buddhista iniziò un periodo di declino a casua delle conquiste dei Mussulmani e per i cambiamenti climatici. A partire da questa epoca, l’influenza più evidente nelle stilizzazioni divenne quella dell’Impero Cinese e di quello Mongolo.

3 – Simboli di auspicio. In questa categoria rientrano i motivi che rappresentano i desideri di lunga vita, ricchezza e felicità, tradizionalmente intesi comunque come caratteristiche non tanto dipendenti dalle condizioni esterne quanto da stati interiori.

Esempi sono costituiti, ad esempio, da gruppi di cinque pipistrelli, simboli di buona fortuna. Il numero cinque stesso è considerato di buon auspicio e corrisponde alle cinque direzioni cardinali, ai cinque elementi e così via.

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I tappeti preghiera caucasici sono solitamente di piccole dimensioni e rispecchiano le caratteristiche tipiche del luogo di provenienza. Per questo motivo sono molto apprezzati dagli amatori dei tappeti e dai collezionisti.

Ogni tappeto preghiera possiede un disegno direzionale per poter essere orientato verso la Mecca, alla quale ogni musulmano credente si rivolge durante le cinque preghiere quotidiane. Normalmente, il tappeto è utilizzato in casa o nelle moschee.

A differenza dell’Iran e dell’Anatolia in cui la cuspide che sormonta la Mihrab – o campo della preghiera – presenta una grande varietà di profili, nel Caucaso questa è molto uniforme ed assume quasi sempre una forma pentagonale, che ricorda una tenda.

Spesso nella cuspide viene posto un piccolo contrassegno indicante la posizione della pietra della preghiera – un piccolo mattone ornamentale decorato proveniente da un famoso luogo di pellegrinaggio, o anche una normalissima pietra che il credente si porta in tasca.

Nella cuspide si nota sovente il simbolo del pettine, che esprime la purezza esteriore e, in senso figurato, quella interiore. Altrettanto spesso ritroviamo sui tappeti preghiera due mani ai due lati della cuspide che, probabilmente, rappresentano le mani di Fatima, la figlia predeiletta del profeta.

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