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Da poco è arrivato un nuovo container, e per noi di Marotta Tappeti è sempre una grande festa! Anche in questo carico troviamo pezzi uno più bello dell’altro, ed il merito è solo di Cesare Bergoglio, a capo della nostra ditta, che personalmente si reca nei Paesi Orientali per scegliere i più bei mobili etnici e tappeti orientali.

In questo breve articolo spiega come fa. Buona lettura!

Cari amici, oggi voglio svelarvi quali sono

I  5 PASSAGGI PIU’ IMPORTANTI DI COME SCELGO ALL’ORIGINE I PEZZI D’ARREDAMENTO CHE ANDRANNO A CASA TUA…

LA DITTA MAROTTA TAPPETI E MOBILI ETNICI PREGIATI INFATTI È APPREZZATA PER IL GUSTO NELLA SCELTA E L’OTTIMA QUALITÀ DEGLI OGGETTI IMPORTATI DIRETTAMENTE E TUTTI SELEZIONATI DA ME PERSONALMENTE NEI LUOGHI D’ORIGINE UNO AD UNO. Personalmente, ho detto:

– No a qualità scadenti per abbattere i prezzi

– No a restauri economici senza garanzia

– No a mobili dozzinali senz’anima

  1. Quando mi trovo a migliaia di chilometri dall’Italia, la cosa più importante che mi rende sicuro nel momento della decisione per gli acquisti è che l’oggetto che sto comprando deve piacermi così tanto che lo inserirei a casa mia. I mobili possono essere vecchi, antichi o nuovi ma sempre bellissimi e autentici;
  2. Ogni pezzo deve essere in ottimo stato di conservazione, così da poter essere riutilizzato come se fosse nuovo (naturalmente dopo il nostro restauro);
  3. I mobili, le sculture, le porcellane, i tappeti e i soprammobili hanno una storia e ci parlano attraverso i colori, le lacche e i simboli di quei luoghi lontani. Quando vengono inseriti in un ambiente, devono farci sognare i luoghi di origine;
  4. Il restauro deve essere fatto in maniera conservativa, mantenendo inalterati i colori originali e usando prodotti naturali come la gomma lacca o la cera d’api;
  5. I fornitori nei Paesi Orientali sono la nostra grande forza, costruita anno dopo anno, da tre generazioni di serio e ininterrotto lavoro: la stima che ci lega ci permette di essere i primi nella scelta delle loro raccolte, dove vado ad acquistare di persona.

PER QUESTO EVENTO ABBIAMO SELEZIONATO PER TE CENTINAIA DI TAPPETI, MOBILI E OGGETTI D’ARTE IN OCCASIONE STRAORDINARIA,

alcuni dei quali pubblicati sul nostro sito ecommerce http://www.tappetimarotta.com e tutti presenti nel nostro magazzino.

Marotta, conosciuta come la più grande esposizione e scelta del Piemonte nell’unica sede di Moncalieri, vi invita ad osservare da vicino la nuova collezione di mobili, tappeti orientali antichi e moderni appena sdoganati!

Mongolia, Tibet, Cina, India, Afghanistan, Indocina, Persia, Pakistan, Anatolia, Caucaso-Uzbekistan non vi saranno mai sembrati così vicini. A presto!

Cesare Bergoglio

Cesare Bergoglio | Titolare della ditta Marotta srl

Cesare Bergoglio | Titolare della ditta Marotta srl

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Cari amici, nella categoria “Manutenzione tappeti” abbiamo spiegato a grandi linee come si pulisce un tappeto quotidianamente, cosa si intende per restauro e quando farlo. Un tappeto infatti, specie se annodato a mano e proveniente dall’Oriente, ha un alto valore artistico, motivo per cui è opportuno avere determinati accorgimenti affinchè lo mantenga a lungo nel tempo.

In questo video Cesare Bergoglio, a capo della storica ditta Marotta Tappeti, ci spiega in due minuti il motivo per cui riservare una particolare attenzione al lavaggio dei tappeti, specie con l’arrivo dei primi caldi. Sintetico ma utilissimo: buona visione!

Gentili lettori, cari amici, oggi postiamo un documento molto significativo: un vero e proprio dizionario dei simboli cinesi – che in parte ritornano anche in Mongolia e Tibet – per meglio conoscere e scegliere, ad esempio, il proprio arredamento. I simboli qui elencati possono infatti essere ritrovati nelle porcellane, nei dipinti, sul mobilio, nelle sculture e in diversa altra oggettistica decorativa o cerimoniale.

Anatra: simbolo della fedeltà coniugale. Coppie di anatre Mandarine che nuotano e che si aggirano tra la vegetazione lungo i fiumi o i laghi, erano immagini particolarmente usate e favorite nel XIV secolo nella decorazione delle porcellane cinesi bianco-blu.

Aquila: forza.

Artemisia: questa pianta aromatica è considerata uno degli Otto tesori. Il simbolo della pianta è utilizzato per allontanare le malattie, e quando si trova su una porta ha lo scopo di impedire l’entrata ai demoni.

Bambù: il bambù è l’emblema della longevità ed è considerato uno dei “Tre amici dell’Inverno”. Spesso viene dipinto in associazione con pini e pruni.

Carpa: la carpa rappresenta un vantaggio negli affari. Talvolta viene raffigurata con un drago, in riferimento alla frase usata nei tempi antichi in Cina secondo la quale un uomo che ottiene un’alta posizione ufficiale: “la carpa è saltata oltre il recinto del drago”. Il recinto del drago rappresneta “la porta di corte”.

porcellaneCavallo: emblema di velocità e perseveranza. La leggenda degli otto cavalli di Mu Wang è spesso usata come elemento decorativo.

Cervo: il cervo è considerato essere il solo animale capace di trovare i sacri funghi dell’immortalità. La divinità della Longevità è spesso dipinta sopra un cervo o accanto ad esso.

Cicala: la cicala rappresenta l’immortalità o la vita oltre la morte.

Cipolla: simbolo di intelligenza.

Colomba: fedeltà e longevità.

Crisantemo: insieme al pruno, la peonia e il loto, il crisantemo è simbolo delle quattro stagioni. E’ l’emblema dell’autunno e simbolo di giovialità, di lunga vita e, più in generale, di durata.

Drago: il drago è l’emblema degli Imperatori fin dal periodo Han. Spesso sul fodero delle armi si ritrovano due draghi, simbolo di coraggio e ardore nel combattimento. Secondo alcune teorie, durante il periodo Yuan e Ming la decorazione di cinque artigli di drago era di uso esclusivo della corte imperiale.  Alcuni oggetti hanno i cinque artigli rimossi, declassando lo status degli oggetti su cui si trovavano probabilmente perchè rubati da un palazzo. Quattro artigli indicano un principe, tre o meno un ufficiale.

qudriElefante: forza e astuzia, simbolo di qualità morali elevate.

Fagiano: simbolo imperiale di autorità, usato anche come un simbolo di una carica ufficiale.

Farfalla: con i fiori di pruno simboleggia lunga vita e bellezza. Insieme ai gatti rappresenta il desiderio di vivere fino a 70 o 80 anni.

Fenice: emblema dell’Imperatrice e della bellezza. Appare solo in tempi di pace e prosperità. E’ la seconda delle quattro creature sovrannaturali, in cui il primo è il drago, l’unicorno è il terzo e la tartaruga è la quarta. Una fila di piccoli uccelli è sempre in attesa quando vola la fenice.

Galletto: simbolo di protezione dalle influenze astrali negative. All’alba, con il suo canto, allontana i fantasmi. Il gallo rappresenta inoltre la fama e la realizzazione.

Gatto: il gatto è il protettore dei bachi da seta ed è considerato un pericolo per gli spiriti maligni. Grazie alla sua vista formidabile, infatti, si dice essere capace di vedere gli spiriti nell’oscurità.

Grillo: il grillo rappresenta lo spirito del combattimento.

Gru: emblema della longevità e della saggezza spirituale. Le gru sono i destrieri volanti degli immortali e si ritiene siano i mezzi di trasporto delle anme della morte verso il Paradiso. Una gru che vola in cielo simboleggia un avanzamento di stato.

Leone: anche conosciuto come “Cane di Fu”, è simbolo di forza sovrumana e protettore e veicolo degli esseri santi. I leoni sono l’emblema del valore e dell’energia, spesso dipinti in coppia: il maschio ha una zampa su una palla broccata che rappresenta il gioiello della legge, una perla o un uovo che racchiude un cucciolo. La femmina ha ai suoi piedi un cucciolo, che spesso sta mordendo la lingua della madre.

mobilicinaMarottaLoto: simbolo di purezza e perfezione, emblema dell’estate e dell’abbondanza di frutti. E’ uno degli otto tesori del Buddhismo.

Melograno: simboleggia la fertitlità ed, essendo pieno di semi, di progenie maschile numerosa.

Nodi infiniti: lunga vita senza incidenti.

Oca: matrimonio benedetto.

Orso: l’orso normalmente è raffigurato come simbolo dell’Uomo.

Panda: come nel caso dell’orso, anche i panda sono spesso utilizzati come simbolo dell’Uomo.

Pavone: emblema di bellezza e dignità. Le piume della coda del pavone sono state usate fin dalla dinastia Ming per mostrare i ranghi ufficiali.

Peonia: il re dei fiori. Rappresenta un augurio di buona fortuna ed è simbolo di amore e affetto, di bellezza femminile e della primavera.

Perla: essenza della luna, emblema del genio nell’oscurità, segno di bellezza e purezza.

Pesca: la pesca è anche conosciuta come frutto regale, in quanto si ritiene che desse l’immortalità agli Immortali e che fosse l’elisir della vita dei Taoisti. La pesca è anche simbolo di matrimonio, primavera e immortalità. Si riteneva che il pesco degli Dei fiorisse una volta ogni 3000 anni e che i frutti di vita eterna impiegassero altri 3000 anni per maturare.

Pescatore: una delle quattro occupazioni fondamentali insieme al boscaiolo, al contadino e allo studioso.

canidiFoPesce: simbolo di salute. Un paio di pesci simboleggiano il matrimonio, la felicità coniugale, la fertilità e la tenacia. Lo stesso vale per la carpa.

Pipistrello: simbolo di buona fortuna. Quando in Cina qualcosa viene dipinto a testa in giù, significa che è arrivato; allo stesso modo quando il pipistrello è dipinto sottosopra significa che la fortuna è arrivata. I Wu Fu, ovvero i Cinque Pipistrelli della Fortuna, rimandano ai cinque auguri: di lunga vita, ricchezza, salute, amore e morte naturale.

Quaglia: grazie al sua carattere battagliero, è l’emblema del coraggio.

Rospi a tre zampe: si ritiene esistessero solo sulla luna, ingoiati durante un’eclisse. Simbolo dell’irraggiungibile. Liu Hai, un immortale, sembrava possederne uno.

Salice: simbolo Buddhista di mitezza. Segno della primavera, ritenuto avere il potere di cacciare i demoni.

Scimmia: la scimmia allontana gli spiriti maligni. Spesso si trova la scimmia che tiene in mano una pesca, rubata nel giardino di Xi-wang-mu.

Serpente: il serpente rappresenta la furbizia, il potere sovrannaturale e demoniaco.

Tasso e gazza: questi due animali, quando dipinti insieme, simboleggiano un augurio di felicità.

Tartaruga: longevità e immortalità.

Tigre: la tigre rappresenta la forza e le capacità militari.

Tratto e parzialmente modificato da http://www.antiquesforliving.com/education_Articles_General03.html (in inglese)

Conoscere le tecniche di costruzione e di falegnameria dei mobili in legno cinese, offre la possibilità di apprezzarne ulteriormente l’armonia e il rigore estetico. Le tecniche impiegate infatti svolgono un ruolo fondamentale nell’effetto complessivo, la risultante del principio di unità che si ritrova al di sotto della superficie.

Le componenti del mobile non sono dunque collegate solo per formare un oggetto funzionale, ma anche per manifestare una concettualizzazione integrata: la lavorazione del legno in Cina ha origine infatti da una cultura antica sviluppatasi grazie ad una continua evoluzione dei sistemi architettonici (si pensi alle altezze e alla ricercatezza raggiunte durante le dinastie Ming e Qing) in armonia con la filosofia del tempo.

Chinese_framepanel_animationImmagine 1mobili_cinesi_tecnicaNei mobili tradizionali cinesi possiamo osservare ancora oggi l’utilizzo della tecnica “cornice e pannello”, tipica per la costruzione di tavoli, porte, credenze e kabinet. Il telaio è circondato dai bordi esterni della cornice incastrati grazie ad un sistema di linguette e scanalature. Questo sistema fissa il pannello all’interno della cornice senza dover utilizzare nè colla nè chiodi, e permette al pannello di adagiarsi comodamente all’interno del telaio ed eventualmente espandersi o contrarsi a seconda delle variazioni di umidità.

Un’altra tecnica molto utilizzata è quello delle gambe ad incasso, originaria della dinastia Song, impiegata per la creazione di sgabelli, sedie e tavoli. La tecnica prevede l’unione delle gambe nei punti di incasso dagli angoli di un telaio squadrato, collegate poi grazie a componenti a barella.

Le panche sono generalmente lunghe e chimate “banchi della primavera” ad indicare che possono essere condivise da amanti. Spesso sono poste davanti alle porte dei negozi o disposte attorno ai tavoli dei ristoranti. Tradizionalmente venivano impiegate anche come piattaforme di lavoro per gli artigiani.

Avere un mobile cinese, insomma, rappresenta molto di più di possedere un pezzo di arredamento funzionale: il mobile cinese è un simbolo principalmente dell’unione delle parti (simbolo spesso rinforzato dal medaglione circolare centrale dove si monta il chiavistello), in cui il risultato è molto di più e molto diverso dalla sola somma delle sue parti.

Alla prossima puntata per ulteriori spunti sull’arte orientale!

cina

Immagini e testo parzialmente tratti da http://www.chinese-furniture.com.

Cari amici, ecco la seconda parte della sintesi della storia e della geografia dei tappeti orientali tratto da Persepolis. Un fascino davvero senza tempo.

Pazyryk: La storia del tappeto ha inizio

Il più antico esemplare di tappeto fu ritrovato nel 1947 al confine tra la Siberia e la Mongolia, sui monti Altai, precisamente nella valle di Pazyryk, dalla quale prese il nome, in un tumulo “kurgan” apparternuto ad un capo sciita, interamente racchiuso nel ghiaccio e quindi per questo, quasi perfettamente conservato. Completamente in lana e con motivi raffiguranti una teoria di cavalieri e alci, questo esemplare è databile intorno al V secolo a.C. e, dato il luogo del ritrovamento, fa ritenere che in origine l’uso del tappeto si sia sviluppato nella zona del Turkestan, dalla quale, in seguito alle migrazioni, si sarebbe diffuso verso ovest in Persia, Caucaso e Anatolia, verso est in Cina e, più tardi, verso sud in India.

E’ oggi conservato al Museo dell’Hermitage di San Pietroburgo e misura cm 200 x 183 ed è composto da 360.000 nodi di tipo turkibaft per metro quadrato. Il disegno è composto da un campo centrale e da una bordura divisa in due cornici principali delimitate da tre cornici secondarie. La cornice principale esterna, a fondo rosso, è decorata da una processione di cavalieri (sette per ogni lato proprio come la tradizione sciita, che erano soliti inumare sette cavalli per ogni capo morto), alcuni dei quali procedono in sella mentre altri marciano di fianco al loro cavallo bianco. Nella cornice principale interna, a fondo chiaro, si muovono ventiquattro alci rossi e gialli in direzione contraria ai cavalieri. Le cornici che delimitano la bordura presentano dei quadrati con all’interno un grifone. Il motivo floreale della cornice che separa la marcia dei cavalieri dal pascolo di alci ricorda la croce di sant’Andrea. Il campo centrale è diviso in ventiquattro quadrati a fondo rosso, con un disegno a forma di croce le cui estremità terminano con un fiore stilizzato. Una piccola cornice formata da piccoli quadratini colorati decorano ognuno dei ventiquattro quadrati.

Nonostante sia stato rinvenuto a migliaia di chilometri dalla Persia, secondo Rudenko, uno dei due studiosi Russi che scoprirono il manufatto, il tappeto è probabilmente di origine persiana, magari frutto della dinastia achemenide. Altri invece, ritengono che il tappeto fu eseguito avvalendosi del contributo dell’evoluta civiltà degli Urartei, fiorita in area armena. Presso tale popolo, infatti, la tessitura era quanto mai evoluta, come confermano sia gli scritti dello storico e geografo greco Strabone sia il rinvenimento di telai e frammenti di manufatti. Inoltre proprio nel regno di Urartu si usava estrarre il colore porpora dalla cocciniglia, tinta che compare con abbondanza nel tappeto di Pazyryk.

Lo stesso Rudenko, alcuni anni dopo il ritrovamento del tappeto di Pazyryk, rinvenne, in un tumulo a Basadar (200 chilometri ad occidente dai cinque kurgan di Pazyryk), i resti di un tappeto annodato ancora più finemente del Pazyryk (circa 700.000 nodi per metro quadrato). Questa scoperta dovrebbe quindi dimostrare come le popolazioni altaiche, già nel V secolo a.C., utilizzassero i tappeti e fossero addirittura in grado di annodarne.

Tra Storia e Leggenda: Il tappeto di Cosroe

Il grande sviluppo della lavorazione del tappeto avvenne nell’antica Persia e durante il regno di Ciro (sec. V A. C.) si realizzarono i primi tappeti tessuti con fili d’oro e d’argento; il culmine si raggiunge nell’epoca dei Sasanidi (225-600 d.C.).
Fonti storiche e letterarie infatti, narrano che nel palazzo di Ctesifonte, capitale dell’antica Persia sasanide, il re Cosroe, che detenne il potere dal 531 al 579 d.C, possedeva uno splendido e prezioso tappeto, di oltre 1600 Mq (si narra che fosse di 25 x 65 metri) tessuto con fili d’oro e decorato da pietre preziose. Questo capolavoro andò purtroppo perduto quando gli Arabi, nel 634 d.C, invasero e conquistarono la Persia. La sua bellezza doveva essere davvero senza pari: un tripudio di disegni e di colori, tutti utilizzati per esaltare la suprema armonia della natura.
Secondo una leggenda, infatti, fu tessuto per consolare il sovrano, amante della caccia e della vita all’aria aperta, nelle tristi giornate d’inverno.
Riproduceva boschi, ruscelli e prati popolati da animali di ogni specie e ravvivati da variopinti fiori. Ammirandolo il re placava il suo animo, che nella stagione fredda diventava crudele, e ritornava tollerante verso i suoi sudditi.

 

Cari amici di Marotta Tappeti, oggi vi proponiamo la prima parte di una splendida sintesi della storia e della geografia dei tappeti orientali tratto da Persepolis. Le immagini provengono invece dal nostro punto vendita di Moncalieri (TO).

L’arte del tessuto sembra sia stata praticata da antichissime popolazioni indiane trasmessa poi agli assiri. Agli egiziani si deve l’invenzione e diffusione del telaio, modesta ai suoi inizi, limitata come era nelle lane usate con tinte naturali: bianche, brune, castane, nere e grigie. L’arte del tappeto diviene l’affermazione della civiltà quando al tessuto si poté dare varietà e carattere attraverso la fantasia del disegno e le varietà del colore, evoluzione che si realizzò nei tempi remoti. Dagli affreschi della necropoli di Tarquinia e di Settecamini presso Orvieto, si può affermare che gli etruschi conoscevano già l’uso del tappeto orientale, naturalmente come oggetto di gran lusso.

Di fronte alla scarsità di reperti e manufatti antichi, dobbiamo necessariamente riferirci alle testimonianze degli storici, dei poeti, dei pittori e degli scultori per sapere che il tappeto faceva parte della vita quotidiana di antiche civiltà scomparse.

Per esempio, pile di tappeti sono raffigurati su dei vasi greci, mentre nello Yucatan si sono ritrovati dei bassorilievi che raffigurano personaggi intenti a tessere. Durante gli scavi nell’antica Tebe fu rinvenuto un piccolo tappeto annodato, blu e bianco, con motivi geroglifici che risalirebbe al IV secolo A.C..

Eschilo nel suo “Agamennone” fa camminare l’eroe su tappeti color porpora mentre Omero, nel IX secolo A.C., parla già di tappeti di grande valore e anche l’Antico Testamento, nei libri di Samuele e di Ezechiele, ne fa riferimento come di oggetti che si usava scambiare e commerciare tra i popoli e i regnanti dell’antica Tiro e di Israele.

I cronisti dell’epoca ci lasciarono gli inventari dei favolosi bottini conquistati dai Persiani e dai Greci nel corso delle loro guerre, e i tappeti sono compresi fra gli oggetti più preziosi.

Lo splendore dei tappeti antichi è testimoniato anche da altre fonti letterarie, tra cui il Milione di Marco Polo, nel quale il viaggiatore veneziano esalta la suprema bellezza di alcuni manufatti annodati che ornavano le regge turche.

Dai testi antichi comunque, si ha quasi sempre solo una panoramica più che altro “economica” del valore dei tappeti e quasi mai informazioni dettagliate sulle tecniche usate: lo stesso Eschilo ad esempio, ci informa che con un Kg. di argento si pagava un Kg. di tappeto e che in media, 1 mq. pesava circa 4 Kg.; Metello Scipione cita i tappeti di Babilonia, e ne parla come di oggetti che avevano un costo stratosferico, mentre lo stesso Nerone, si narra che avrebbe pagato cifre enormi per un esemplare.

Cari amici, vi presentiamo oggi un bel vademecum sui simboli della Tradizione Cinese, molto utile per la scelta e la comprensione dei messaggi presenti su porcellane, sculture o tappeti. La fonte dell’articolo, scritto da Silvio Marconi, è tratta da Associna. Le immagini provengono invece dal nostro punto vendita di Moncalieri (TO).

Gli Italiani sono a contatto con le decorazioni cinesi o di origine cinese assai più di quanto non credano e molte di esse sono entrate già nel corso della Storia a far parte dell’universo decorativo che si considera “italiano”.

Generalmente, però, gli Italiani e in larga misura anche i Cinesi di seconda generazione (e perfino quelli di prima generazione, se il loro livello culturale d’origine non è alto) non conoscono il senso dei simboli che sono contenuti in quelle decorazioni e che invece costituisce parte importante sia della cultura cinese in genere, sia del contributo che essa ha dato e dà ad altre culture e potrebbe costituire anche una base  significativa per la valorizzazione (identitaria, culturale, sociale e perfino economica) degli elementi immateriali (storico-culturali) di molte classi di prodotti offerti nei negozi e nei ristoranti cinesi in Italia, contribuendo anche alla crescita dell’attenzione dei clienti italiani per tali prodotti ed a quella stessa dei pezzi.

Pertanto, anche per favorire la sopra-citata valorizzazione (che ha implicazioni interculturali rilevanti), traggo alcune informazioni sui significati di alcuni simboli decorativi cinesi più comuni dal sito in Francese :
http://www.chine-informations.com/mods/dossiers/symboles-dans-decoration-chinoise_1902.html, integrandole con alcuni commenti e notizie storico-antropologiche.

Anatra – rappresenta la fedeltà coniugale; era utilizzata molto, per questo, in coppie nella decorazione delle porcellane cinesi del XIV secolo blu e bianche; va rilevato che quelle porcellane sono state la base da cui (inizialmente cercando di copiarle e contraffarle…) sono nate tutte le manifatture di porcellana o simil-porcellana (come il bone China inglese) dell’Occidente, in particolare quelle tedesche, inglesi, olandesi.

Bambù – rappresenta la longevità e viene spesso associato nelle decorazioni con i pini ed i pruni (ciliegi selvatici).

Carpa – rappresenta il successo in affari ed è spesso associata al dragone, sulla base di un’espressione cinese antica che indicava l’uomo di alto status sociale come “Carpa che salta oltre la porta del dragone”, è usata oggi per augurare prosperità, successo e un buon futuro in genere. Dalla carpa discende la simbologia dei pesci in genere (in particolare rossi o dorati, essendo i colori oro e rosso simbolo di felicità, prosperità, buona fortuna in Cina), che si estende dalla ricchezza alla buona sorte, all’augurio di un nuovo anno e, infine, in coppie, alla felicità coniugale. La presenza di carpe ed altri pesci decorativi (rossi o dorati) nei bacini e nelle fontane dei palazzi cinesi è una tradizione antichissima. Diffusasi poi in Persia e da qui nella Roma imperiale e rilanciata in Occidente nelle ville rinascimentali, nei palazzi del XVII-XVIII secolo e infine nelle ville e nei giardini pubblici moderni.

Cavallo – emblema di velocità ma anche di perseveranza; le immagini dei cavalli sono fra le più utilizzate nelle diverse forme di decorazione piana cinese (pittura, miniatura, ecc.), anche se non si tratta di una concezione autoctona cinese ma centrasiatica, da cui è stata largamente influenzata l’arte persiana e quella occidentale, inclusa quella romana (raffigurazioni e monumenti equestri di età tardo-repubblicana ed imperiale).

Cervo – collegato al concetto di immortalità, perché considerato in Cina l’unico animale che sa trovare il fungo magico dell’immortalità; per questo la personificazione divina della longevità viene raffigurata sempre associata ad un cervo (accanto ad esso o in groppa ad esso).

Cicala – rappresenta l’immortalità ovvero la vita dopo la morte e non ha alcun elemento di negatività come invece nelle favole europee.

Cipolla – rappresenta l’intelligenza, ma (simbologia poi assunta anche dal Sufismo islamico) in articolare nel suo aspetto esoterico, ossia collegata coi significati nascosti della realtà, a “svelare”.

Colomba – come nelle culture iraniche e islamiche (specie nelle correnti su fiche, maggiormente influenzate da concezioni estremo-orientali) la  colomba rappresenta contemporaneamente la fedeltà e la longevità: dal mondo persiano il simbolo è giunto al Medio Oriente e da qui all’Europa, attraverso la cultura greca ed il Cristianesimo primitivo.

Crisantemo – è il simbolo di una delle 4 stagioni, l’autunno (gli altri sono il pruno, il pavone e il loto); mentre in Occidente è  stato associato a morti e funerali, in Cina è simbolo di gaiezza, ma anche di longevità o lunga durata.

Dragone –  all’epoca Han è il simbolo imperiale cinese; gli Han avevano come blasone due draghi che lottano per possedere una perla ardente. E’ il simbolo che anche in Occidente si associa di più alla Cina, anche perché  molto usato nelle decorazioni tradizionali cinesi, specie delle seterie. Ha un rapporto stretto con la carpa e si ipotizza addirittura che ne sia una derivazione-evoluzione concettuale-iconografica; l’associazione col serpente che se ne fà in Occidente è invece del tutto arbitraria. E’ il primo e più potente dei 4 animali sovrannaturali (gli altri tre nell’ordine sono: fenice, liocorno  e tartaruga).

Fagiano  – se il dragone era il simbolo imperiale, l’autorità dell’imperatore era invece simboleggiata dal fagiano; ciò portò ad una separazione simbolica dell’“imperialità” (dragone) dalla “funzione statale” (fagiano), per cui nel tempo il fagiano divenne anche simbolo  di alte funzioni statali.

Farfalla  – simbolo di longevità, molo usato nelle decorazioni cinesi; con i fiori di pruno associa il concetto di bellezza a quello di longevità; con un gatto vuol dire “vivere fino a 70-80 anni”, che in antico era una speranza per molti irraggiungibile.

Fenice – questo uccello mitico è stato usato fin dall’antichità classica come simbolo in molte culture ma la sua origine iconografica è cinese, con apporti iranici-centrasiatici (collegati al culto del fuoco); è il secondo per importanza dei 4 animali sovrannaturali dopo il dragone. Simboleggia la bellezza ed è associato alla figura dell’imperatrice, ma anche ai concetti di pace e ordine, dato che appare solo se vi è pace e stabilità.

Gallo – il gallo in genere è simbolo di protezione contro la sfortuna e di successo in generale. Il gallo giovane (galletto) ha specificamente il ruolo di scacciare i fantasmi, all’alba, col suo canto e più in generale di proteggere dagli influssi astrali negativi.

Gatto – era sacro in Egitto, é diventato (specie ma non solo se nero) animale associato al demonio e quindi perseguitato nel Cristianesimo medievale europeo, mentre in Cina è sempre stato considerato protettore, in ragione della sua ottima vista, contro gli spiriti maligni (che lui vede e gli altri no); in particolare è associato alla seteria, in quanto protettore dei bachi da seta.

Gru – Una delle immagini più diffuse nelle decorazioni cinesi (e per influsso cinese-giapponese): è simbolo di immortalità perché creduta in antico dai Cinesi il corriere degli immortali in cielo, assieme alle nuvole, a cui spesso è associata nelle decorazioni; le gru erano considerate anche coloro che trasportavano in Cielo le anime dei defunti. Per estensione, la gru che vola in cielo rappresenta una elevazione di status dell’uomo.

Leone – Si tratta di uno dei simboli di forza e potenza  più diffuso nelle culture antiche e in genere associato alla regalità, eppure il leone cinese tradizionale ha un senso suo proprio. Infatti, innanzi tutto è rappresentato in genere in coppia (maschio e femmina), con la femmina associata ad un cucciolo (che talora le morde la lingua)  e il maschio associato ad una sfera su cui posa una zampa. L’insieme raffigura la forza sovrumana in termini non realistici (le teste dei leoni sono in genere del tipo “maschera”, con tratti poco leonini) proprio perché si riferisce alla forza di altra categoria da quella semplicemente fisica. Il maschio simboleggia in particolare il dominio cosmologico e normativo (la sfera è una perla che rappresenta la legge, ma anche l’uovo cosmico primigenio), la femmina il dominio sulla vita. Le coppie di leoni si situano all’ingresso delle case, per rafforzarne la protezione.

Loto  – rappresenta una delle 4 stagioni, è simbolo di fertilità e vita ed è assunto dal Buddismo fra gli “otto tesori”, oltre che essere rappresentato in una delle posizioni buddiste della meditazione.

Melograno – in Cina simbolizza tradizionalmente la fertilità (per i numerosi grani che contiene) e specificamente la nascita di molti figli maschi; è però anche simbolo iranico e mediorientale antichissimo e ovunque associato alla fertilità femminile; nell’Islam diventa anche simbolo della comunità dei credenti (la Umma) ed è attraverso i Musulmani che arriva in Occidente.

Orso – di questo simbolo importantissimo dei culti sciamanici siberiani è rimasto poco in Cina, dove comunque lo si usa per rappresentare l’uomo, mentre nei culti siberiani rappresentava l’antenato mitico dell’uomo.

Pavone – simbolo di regalità in Iran fin dalla più lontana antichità, in Cina, il suo significato é contiguo a questo e rappresenta una dignità collegata con lo status; dall’epoca Ming le sue piume erano usate per indicare il rango dei funzionari imperiali. E’ dalla cultura persiana che i pavoni arrivano in Europa come simbolo di regalità ed è attraverso la cultura islamica che i pavoni riappaiono (dopo aver già popolato i giardini della Roma antica) nelle ville e nelle regge europee tardo-medievali.

Peonia – il fiore più importante della simbologia cinese; rappresenta la bellezza e l’amore, l’affetto, ma anche la buona fortuna ed infine la primavera.

Perla – simboleggia la luna, di cui rappresenta l’essenza concreta (la “lacrima”) ed emblema di purezza e bellezza, ma anche della legge.

Pesca – frutto sacro, che dà l’elisir della vita per i Taoisti e più in generale frutto che rende tali gli immortali; la tradizione cinese afferma però che il pesco sacro che ha i frutti dotati di questo potere fiorisce solo una volta ogni 3.000 anni e impiega altri 3.000 anni a far maturare i frutti. E’ anche simbolo nuziale e di primavera.

Pescatore – mentre in Occidente nel Medioevo la società era considerata tripartita (guerrieri sacerdoti, contadini) secondo uno schema germanico, in Cina la società era basata su 4 “ruoli” tradizionali, tutte dotate di sacralità: il saggio (senza distinzioni tra figure cultuali e non),  il macellaio, il contadino e appunto il pescatore, che simboleggia la pazienza, la perseveranza, ed è in rapporto con la carpa.

Pipistrello  – rappresenta la buona fortuna e viene raffigurato capovolto per sottolineare che la buona fortuna é arrivata, secondo l’usanza cinese di capovolgere i simboli per evidenziare che un fenomeno é accaduto;  le “cinque benedizioni” tradizionali cinesi sono: longevità, ricchezza, salute,amore ed una morte naturale (ossia non violenta); esse sono rappresentate da 5 pipistrelli (wu fu). In Cina, quindi, il pipistrello non ha alcuno egli elementi simbolici negativi che possiede invece nell’Occidente cristiano, dove è associato alla morte, al demonio ed alle leggende dei vampiri.

Scimmia – protegge dagli spiriti maligni, ma ha un ruolo meno importante che nella simbologia indiana; la scimmia è spesso associata alla pesca, rubata nel giardino celeste.

Serpente – simbolo negativo da non confondere col dragone; rappresenta infatti il male; come tutti gli elementi della cultura cinese tradizionale, però, non ha solo connotazioni negative e se rappresenta anche l’inganno, simboleggia pure l’astuzia, se è elemento negativo, resta un animale dai poteri sovrannaturali, collegato al mondo sotterraneo come pure all’arte terapeutica (nella quale è usato), pur non avendo lo stesso valore che assume invece in molte culture africane ed in molti culti autoctonici diffusi anche nel Mediterraneo. E’ poco presente nelle decorazioni cinesi.

Tartaruga – è uno dei 4 animali sovrannaturali cinesi e rappresenta la longevità e l’immortalità; nella Cina antica era estremamente importante perché era con gusci di tartaruga che si esercitava una delle pratiche divinatorie, proprio a causa del carattere sovrannaturale dell’animale.

Tigre – rappresenta la forza ed il coraggio, in ambito militare.

Zucca  – rappresenta il microcosmo, contenente contemporaneamente il Cielo e la Terra; associata con il pipistrello e con il carattere shou si usa per augurare lunga vita.