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Posts Tagged ‘5 Dinastie’

Il testo e parte delle immagini del seguente articolo è tratto da Antiquariato Orientale su Persepolis.name. Qui il testo originale.

Dell’uso di mobili agli albori della società cinese si ha notizia dai reperti archeologici. Mobili in miniatura, ritrovati nelle tombe quale corredo funebre, testimoniano che tra i ceti sociali elevati era usanza diffusa arredare le stanze abitate e che le tecniche di laccatura erano già conosciute.

Inoltre, il ritrovamento di accette, seghe, trapani, scalpelli e strumenti di misura standardizzati, accerta che le tecniche di fusione dei metalli erano già tali da consentire di forgiare utensili per la lavorazione del legno.

La storia del mobile orientale, e cinese in particolare, è marcata da un graduale accrescimento in altezza poiché sino al 500 la gente svolgeva le attività di vita quotidiana inginocchiata o seduta a gambe incrociate su piattaforme basse dette kang che, ricoperte da materassi e cuscini servivano anche per dormire. Lungo i bordi dei kang venivano collocati tavolini, bauli e mobili bassi con ripiani o cassetti.

Dinastie Sui, Tang e le 5 Dinastie

Tra il sesto e il decimo secolo, per ragioni di supremazia politica ed economica, ci fu un lunghissimo periodo di guerre tra le varie dinastie sparse su tutto il territorio. Ciò favorì lo scambio e la fusione di espressioni artistiche e culturali tra popolazioni diverse.

Anche nell’ebanisteria si assiste a questa metamorfosi di forma e funzione: compaiono sedie e sgabelli, i letti diventano più alti e più ampi con veli e pannelli rimovibili.

Mobili alti e bassi hanno continuato a coesistere perché i cinesi a tutt’oggi non hanno abbandonato del tutto l’antica usanza di sedere a gambe incrociate sui kang.

Da questa metamorfosi nasce la rastrematura: un’escamotage degli ebanisti cinesi che consiste nell’allargare la base d’appoggio per conferire più solidità al mobile. Inoltre, si diffondono le tecniche di intarsio e di laccatura.

La società feudale cinese raggiunse il suo apice con le dinastie Sui, Tang e il periodo detto delle 5 Dinastie che apportarono stabilità politica e prosperità economica.

Dinastie Song, Liao, Jin e Yuan

Intorno all’anno 1000 la dinastia Song portò pace e stabilità e ciò favorì lo sviluppo di agricoltura, artigianato, industria e architettura. Le piante dei centri urbani si ingrandirono e sorsero palazzi, padiglioni e giardini. Mobili delle dimensioni attuali divennero si uso comune e nuovi modelli vennero introdotti come documentato nelle raffigurazioni e nei dipinti. Si diffuse l’intarsio in avorio e l’utilizzo di sedie e scrittoi per bambini che frequentavano scuole private.

Per le gambe di letti e tavoli nacque la linea curva e quella detta a zoccolo di cavallo, rivolto sia all’interno sia all’esterno. Anche nell’arredamento degli interni durante questo periodo si verificarono dei cambiamenti e l’introduzione di uno stile asimmetrico senza regole fisse. Alla fine della dinastia Song seguì un periodo disastroso soprattutto per l’agricoltura, ma il commercio e l’industria continuarono a beneficiare di un lento sviluppo. La struttura dei mobili divenne più razionale e ciò pose le basi dello stile Ming e Qing. Documenti storici dimostrano che l’ebanisteria pre-Ming era già molto sviluppata ma ben poco è sopravvissuto.

Dinastia Ming

Nel 1368 la dinastia nazionale Ming rovesciò la dinastia mongola degli Yuan portando oltre alla stabilità politica, l’apertura degli scambi commerciali. Iniziò una consistente importazione di legni preziosi dal sud-est asiatico, furono costruiti palazzi ed abitazioni residenziali e per la prima volta vennero anche stampati libri tecnici sull’ebanisteria.

Tutto ciò contribuì al raggiungimento di tecniche, standard di funzionalità e design che ha immortalato lo stile Ming tra quelli di maggior rilievo nelle storia del mobile. In questo periodo prende forma anche il concetto di arredamento con categorie di mobili per spazi e funzioni e la disposizione diviene simmetrica, ad esempio un tavolo con 2 sedie o 4 sgabelli.

I materiali usati in questo periodo sono legni duri, densi, ma di fibra elastica in modo da permettere lavori di intarsio. Tra i più pregiati si ricordano il Huanghualì e lo Zitan.

La linea del mobile Ming è pura e semplice, elegante e delicata.

I periodi Ming e Qing sono considerati l’epoca d’oro del mobile cinese; pezzi di questo periodo sono esempi di alto antiquariato e oggi è piuttosto difficile trovarne. I mobili in huanghuali e altri legni pregiati avevano già all’epoca prezzi esorbitanti ed erano perciò accessibili solo a famiglie ricche che ritenevano il legno meno pregiato sconveniente per il loro arredamento. Suzhou, città appena ad ovest di Shangai ed oggi patrimonio dell’Unesco per i suoi meravigliosi giardini, è stato il centro della produzione di questi mobili e sembra che molto del legno utilizzato venisse importato dall’Indocina.

Dinastia Qing

Nota anche come dinastia Manciù, la dinastia Qing conquistò l’intera Cina nel 1644, e la governò fino al 1912.

Durante il loro regno si raffinarono le tecniche di scultura, intarsio, laccatura e nacquero nuovi design.

Anche nell’arredamento degli interni vi furono modifiche pur mantenendo uno stile simmetrico.

Durante l’ultima parte della dinastia Qing il mobile classico divenne un’ombra della antica tradizione e perse la bellezza della sua semplicità, tuttavia, l’applicazione rigida di regole e di precise tecniche di lavorazione, l’impronta caratterizzante dello stile Ming assorbito ed evoluto, conferiscono allo stile Qing la sua unicità.

Stile Occidentale

Nella prima metà del XIX secolo la politica della dinastia Qing era profondamente corrotta. Le contraddizioni tra differenti classi sociali divennero più acute.
Allo stesso tempo la chiusura delle frontiere portò un declino progressivo dell’economia cinese proprio nel momento in cui i capitali accumulati negli stati europei cercavano sbocchi spingendo i governi verso un’aggressiva politica coloniale. Nel 1839 scoppiò la guerra dell’oppio tra Cina e Gran Bretagna che ottenne Hong Kong.

Iniziò un periodo, che culminò con la caduta della dinastia nel 1911, caratterizzato da invasioni territoriali e incursioni nella politica, nella cultura e nell’economia cinese: le frontiere vennero riaperte dal fuoco imperialista. L’evoluzione della scienza e della tecnologia occidentale ebbe un grande impatto in Cina.

Anche nel mobile lo stile occidentale e soprattutto l’influenza rinascimentale suscitò interesse. Più tardi il barocco, il rococò e lo stile vittoriano ebbero vari livelli di impatto e divennero una tendenza che impegnò gli ebanisti cinesi a sposare le tecniche di lavorazione cinese con lo stile occidentale dando origine a ciò che può definirsi coloniale cinese.

Queste innovazioni sono affiancate dall’affermazione del mobile vernacolare quale espressione peculiare della storia del paese. Per mobile vernacolare intendiamo definire un gruppo specifico di mobili strettamente legati al luogo di origine ed allo stile di vita della gente che li usava, databili in un arco di tempo che va dai 100 ai 200 anni. Sono realizzati con tecniche di incastro e metodi tradizionali e sono generalmente decorati. Hanno origini popolari e differiscono di regione in regione. Apparsi sul mercato alcuni anni fa, sono stati immediatamente apprezzati dagli acquirenti stranieri, soprattutto in Europa. Ora stanno inevitabilmente scomparendo a causa dell’esiguo numero di pezzi realizzati e dell’interessamento manifestato dalle nuove generazioni di cinesi urbanizzati che stanno riscoprendo i valori e le tradizioni di un passato rurale di cui questo arredamento è parte fondamentale.

I mobili più recenti, quelli costruiti dopo la proclamazione della repubblica del 1911, differiscono dai vernacolari perché testimoniano un periodo storico molto travagliato che culmina con la nascita della Repubblica Popolare Cinese nel 1949: il design è meno attraente ed il materiale usato è di minore qualità, ciò nondimeno, documentano un momento particolare della storia della Cina.

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