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Posts Tagged ‘arazzo’

01164Il termine “tappeto orientale” è la definizione generica con cui si indicano tutti i tappeti annodati a mano, termine dovuto alla loro origine asiatica (come abbiamo messo in luce in questo articolo sulla loro origine storica). Tuttavia l’enorme estensione della zona produttrice, la varietà di tecniche, stili e materiali impiegati impongono classifiche particolari che spesso sfuggono a chi non è un intenditore e a chi si approccia per la prima volta al prezioso e misterioso mondo della tessitura orientale.

A colpire gli occhi e il sentimento di chi ama i tappeti orientali è proprio il forte richiamo storico e culturale che sanno evocare. Spesso per gli Occidentali il tappeto viene generalmente considerato una copertura e un ornamento dei pavimenti e vengono prediletti i tessuti naturali per il confort, la resa dei colori e la durata, ma per gli Orientali esso rappresenta l’unico vero arredamento della casa, sia per la persona ricca che per quella indigente.

Nelle grandi sale da ricevimento (o talar) i tappeti, oltre che ornare il suolo, fungono da divani, cuscini, arazzi, portiere. Stesi sulla soglia danno il benvenuto a chi entra nella casa mentre nella camera da letto sovente rappresenta il giaciglio su cui ci si stende di notte per poi arrotolarlo di giorno.

Fondamentale inoltre è la funzione religiosa del tappeto: si pensi solamente al preciso uso del tappeto da preghiera, che da qualcuno è stato definito “un credo a colori“. Tappeti rari e preziosi si trovano in tutti i templi e presso tutte le religioni. Nell’antico Egitto essi costituivano la decorazione murale delle tombe e venivano stesi a terra per farvi giacere il toro sacro.

Prima di Maometto ornavano la Kaaba (l’edificio sacro al centro della grande Moschea della Mecca, considerato la dimora di Dio sulla terra) e durante l’era maomettana (570-632 d.c.) le moschee e i minareti ne erano letteralmente ricoperti.

Tappeti preziosi non sono mai mancati neppure nei templi buddhisti e nelle cattedrali cristiane. Basti pensare che su un antico tappeto persiamo, conservato al Museo Poldi Pezzoli di Milano, è stato scritto: “Hanno filato la sua trama con filo dell’anima”…

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I tappeti orientali si contraddistinguono per colori e disegni di così rara bellezza da indurre alcuni intenditori ad utilizzarli come arazzi da appendere sulle pareti.

L’aubusson che vediamo a lato è già nato con questa finalità, tuttavia la stessa cosa può essere fatta con ogni esemplare.

Nel caso in cui si appenda un tappeto come arazzo, si raccomanda di cucirgli sul rovescio una fettuccia di stoffa larga quanto basta per formare un passante, nel quale si infilerà per intero il bastone che a sua volta verrà fissato sulla parete. Un lavoro perfetto, in questo caso, può essere richiesto dai restauratori professionisti e dai laboratori nati con queste finalità.

Il tappeto appeso alla parete deve essere posto in maniera tale che la direzione del pelo guardi verso il basso, in modo che la polvere non si raccolga molto sulla sua superficie liscia.

Un tappeto sulle pareti può arricchire e scaldare qualsiasi ambiente. Periodicamente però, nonostante non sia sottoposto a calpestio, non dimenticate di farlo lavare e ritrovare nel tempo la sua originaria bellezza.

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