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Il fascino dei tappeti orientali è determinato, insieme alla loro confortevolezza, dai disegni e dai decori che li caratterizzano. I motivi variopinti e complessi esercitano spesso un influsso magnetico sull’osservatore il quale, tuttavia, non dovrebbe accontentarsi del loro solo valore estetico, ma esplorarne i significati che essi veicolano.

I simboli rappresentati hanno sovente un’origine tradizionale antichissima, che si tramanda da generazioni a generazioni e che costituiscono veri e propri anelli portanti della cultura orientale.

Vediamo dunque, a partire da questo fino ai post che seguiranno, come fare ad interpretare correttamente questi simboli.

Consideriamo che l’iconografia classica del tappeto orientale poggia su culti pagani naturalistici e zoomorfi, per cui animali e piante assumono connotazioni magiche, propiziatorie o protettrici.

Le ricorrenti raffigurazioni degli uccelli, ad esempio, derivano dal Mazdeismo, la religione fondata da Zoroastro, secondo la quale gli uccelli stessi erano l’emblema di Ahura Mazda, il dio del Bene.

Aquila

Tra gli uccelli più rappresentativi troviamo l’aquila, emblema di potenza, forza e regalità. La sua immagine rappresenta la lotta – e la vittoria – contro gli spiriti maligni.

I suoi poteri sono ulteriormente accentuati nell’aquila bicipite, un disegno molto frequente nei tappeti caucasici. Il rapace acquista inoltre una funzione amuletica se porta nel becco una perla o dei pendenti a mezzaluna.

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Ad oggi, tutti conosciamo la bellezza e la classe di un tappeto orientale, utilizzato principalmente per abbellire la nostra casa e donarle un tocco di calore, luce e confortevolezza. Presso molti paesi orientali, tuttavia, il tappeto oltre ad avere queste valenze è inoltre arricchito di complessi messaggi e valori simbolici, che nella loro interezza raccontano la storia dei popoli che li hanno creati.

Presso le popolazioni nomadiche, da cui ha avuto origine l’arte dell’annodatura, il tappeto è da sempre un oggetto d’uso indispensabile: i tessuti così prodotti venivano utilizzati sia per la vera e propria costruzione delle tende, sia per la creazione di tutti gli oggetti necessari alla vita quotidiana, come sacche, stuoie e selle.

Sul vello, i nomadi rappresentavano i simboli dei clan di appartenenza e i momenti sgnificativi della loro storia, oltre che motivi creativi volti a celebrare e ad esaltare la natura.

La successiva diffusione dell’islamismo conferì al tappeto orientale un valore simbolico religioso, sia nei decori che nelle funzioni pratiche. Tutti sappiamo infatti che i tappeti “preghiera”, vengono così chiamati in quanto utilizzati per le preghiere rituali coraniche rivolte verso la Mecca. L’influenza della mistica islamica, che reca il divieto di riprodurre immagini sacre, ha causato lo sviluppo della realizzazione astratta dei decori e il simbolismo spesso criptico e complesso.

Per questi motivi, i tappeti sono strettamente legati alla vita e alla spiritualità dei popoli che li producono. Presso alcune popolazioni iraniane, ad esempio, il rito di fidanzamento di una coppia è sancito da una dote costituita da diversi tappeti, come simbolo della base sulla quale costruire una famiglia.

Presso alcuni gruppi turcomanni invece, l’esecuzione di un tappeto viene interrotta se muore un congiunto, e lasciato per sempre incompiuto come segno del triste evento.

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