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Un altro mobile molto importante e diffuso in Tibet è lo scrigno, sia tra gli abitanti che nei monasteri. Il termine con cui viene designata la scatola o baule è gam, e sia gli scrigni che le credenze talvolta vengono denominate chagam.

Se presso altre popolazioni i bauli sono utilizzati solo per riporre degli oggetti, in Tibet è credenza diffusa che essi debbano essere contenitori che riflettano la preziosità di quanto vi è contenuto. Ecco perchè spesso questi ogggetti sono straordinariamente decorati e curati nei particolari.

I nomadi e i viaggiatori utilizzano per il trasporto di oggetti preziosi dei piccoli scrigni di pelle, una tradizione che sembra avere una lunga storia. Un murale del XIV secolo del monastero di Shalu riproduce l’immagine di un cammello  che porta proprio un baule in legno sulla Via della Seta.

Normalmente per le case e i monasteri – differentemente da quelli per i viaggi – gli scrigni sono costruiti in legno e ricoperti della pelle conciata degli yak con, all’esterno, dei rinforzi in ferro battuto. Questi esemplari differiscono inoltre dai primi perchè il coperchio, invece di poggiare sulla base, si sovrappone ad essa.

Nei prossimi post approfondiremo l’argomento.

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L’arredamento tibetano, unico nel suo genere, ricco di cultura e simbolismo, sembra di primo acchito originario di un luogo povero, essenzialmente montano, con clima secco e arido e ricco di vegetazione solamente ad est e in parte a sud del Paese.

Come conseguenza del clima secco e delle alte altitudini, il legno dei mobili e i materiali da costruzione sono da sempre stati una risorsa scarsa e preziosa in Tibet, in particolare nelle regioni centrali e occidentali. Ne sono una testimonianza le antiche dispute tra i monasteri per i diritti sul taglio del legname.

Oggi le uniche parti degli altipiani in cui ci si trovano rigogliose foreste sono le valli che si trovano ad est e a sud-est dei confini tibetani; quelle che, in sostanza, hanno sopperito al bisogno di legna già da centinaia di anni e che continuano a permettere la vita della falegnameria.

Naturalmente, la scarsità delle materie prime è uno dei fattori che rendono speciale e pregiato ogni pezzo prodotto. I tibetani danno molto rilievo ai disegni con i quali arricchiscono simbolicamente i loro lavori, davvero unici nel mondo nel loro stile.

Il motore di tanto lavoro e studio artistico è il desiderio di creare oggetti splendidi da adibire sia per utilizzo cerimoniale che per quello quotidiano. Sovente gli oggetti devozionali sono commissionati dagli stessi monasteri ed i fabbricanti ne fanno loro dono per incrementare i benefici che traggono dalle istituzioni. Questo aspetto spiega il motivo di tanta minuzia e ricchezza decorativa di ogni singolo pezzo, dal cabinet per le offerte al tavolino per il tè.

Naturalmente i motivi decorativi possono essere compresi solo se alla base si possiede una conoscenza, anche minima, della religione tibetana. Ma questo aspetto lo vedremo nel prossimo post.

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