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Posts Tagged ‘simbolismo’

Come già visto nei post precedenti, spesso il pregio di un mobile tibetano risiede principlamente nelle sue decorazioni, veri e propri capolavori di pittura senza tempo che riempiono lettalmente ogni centimetro cubo della superficie disponibile.

Molti dei motivi tibetani hanno origine dalla loro stessa Tradizione religiosa e culturale, mentre altri sono stati direttamente “importati” da altre culture, come risultato dei traffici commerciali con i paesi vicini.

Molto sommariamente si possono dividere i motivi decorativi tibetani in tre categorie:

1 – I simboli religiosi come la ruota del Dharma, il loto, il vajira, il nodo eterno, il gioiello sovrastato da una corona a cinque fiamme. Il significato di ognuno di questi è variato nel corso del tempo, adattandosi alla religione dominante del momento. Il simbolo della ruota, ad esempio, era già presente nell’India pre-Buddhista, ma per i Buddhisti rappresenta il Buddha stesso e i suoi insegnamenti.

Alcuni di questi simboli hanno fatto parte della cultura tibetana per migliaia di anni, altri furono introdotti dagli artisti del Nepal, dell’India, del Kashmere che lavorarono a progetti artistici in Tibet come murales e dipinti all’interno e all’esterno dei templi, senza contare la simbologia introdotta dal Buddhismo tra il VII e il XII secolo.

2 – I disegni decorativi. In aggiunta a quelli simbolici, alcuni disegni hanno una funzione puramente decorativa. Rintracciare l’origine di questi disegni non è semplice; probabilmente i motivi vegetali stilizzati derivano dall’Asia e dall’Europa, anche se, in molti casi, le forme degli elementi rappresentati suggerisocno prototipi originali e specifici.

Alcuni artisti tibetani furono molto chiaramente ispirati dalle sete preziose e dalle porcellane che venivano importate. Dal XIV secolo ad adesso, la cultura Buddhista iniziò un periodo di declino a casua delle conquiste dei Mussulmani e per i cambiamenti climatici. A partire da questa epoca, l’influenza più evidente nelle stilizzazioni divenne quella dell’Impero Cinese e di quello Mongolo.

3 – Simboli di auspicio. In questa categoria rientrano i motivi che rappresentano i desideri di lunga vita, ricchezza e felicità, tradizionalmente intesi comunque come caratteristiche non tanto dipendenti dalle condizioni esterne quanto da stati interiori.

Esempi sono costituiti, ad esempio, da gruppi di cinque pipistrelli, simboli di buona fortuna. Il numero cinque stesso è considerato di buon auspicio e corrisponde alle cinque direzioni cardinali, ai cinque elementi e così via.

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Il boteh è un motivo simbolico utilizzato nell’annodatura di tappeti come anche nelle decorazioni tessili, piuttosto enigmatico. Pur trovandosi in tantissime variazioni figurative, contiene in sè un simbolismo non ancora del tutto svelato, basato su significati diversi.

Molti studiosi lo fanno risalire all’occhio, dandogli quindi una connotazione protettiva e difensiva. Tuttavia, se questo fosse l’unico messaggio racchiuso dal boteh, non si distinguerebbe dall’immagine dell’uccello rapace, che avrebbe la stessa connotazione.

In realtà sembra che il boteh contenga anche un messaggio di prosperità e abbondanza. Nei contorni del simbolo, sovente compaiono cornici dentellate che ricordano il piumaggio degli uccelli o, ancora, contenenti al loro interno teste di uccello con l’occhio e il ciuffo di penne.

Occasionalmente le figure sono contenute le une nelle altre come disegno interno, simbolo per eccellenza di fertilità.

Correlazioni di ordine spirituale e morfologico sembrano comunque il messaggio principale del simbolo, tanto comune quanto misterioso.

Bibliografia: Doris Eder-Erich Aschenbrenner, Tappeti orientali – caucasici e persiani, Sonzogno, 1989.

Immagine tratta da http://www.global-carpet.de/TeppichLexikon/Handgekn%C3%BCpfteTeppiche/Iran.aspx.

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