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I motivi e disegni dei tavoli tibetani (di cui abbiamo parlato qualche “post” fa), sono diversi da quelli dei bauli pur avendo la stessa forma e, spesso, la stessa dimensione. Sui tavoli piccoli generalmente non ci sono bordure o cornici. L’area centrale è a volta decorata con motivi in rilievo scolpiti, piuttosto che con dipinti, anche se più sovente ritroviamo splendide decorazioni floreali.

Il fiore di loto che spesso compare come motivo centrale o di accompagnamento ad animali mitici o a simboli tradizionali, rappresenta il trono delle divinità Buddiste Indiane, il fiore sul quale poggiano o, secondo altre interpretazioni, nascono.

Queste ed altre decorazioni divennero piuttosto popolari in Tibet grazie all’acquisizione della cultura Buddhista proveniente sia dall’India che dai Paesi vicini dall’ottavo secono d.c. in poi.

 

 

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A - Pegam

Sia nelle case che nei monasteri tibetani si trovano dei piccoli tavoli bassi piuttosto particolari. La parola generica in Tibet utilizzata per denominare i tavoli è choktze – probabilmente di derivazione cinese – ma i modelli particolari possiedono tutti un loro nome.

Il tavolo deputato alla lettura dei sutra cerimoniali, ad esempio,  è denominato pegam (A), e si ritrova soprattutto nei templi.

I tavoli generalmente vengono impiegati per usi molteplici, inclusi come piano d’appoggio per il tè e per il cibo, sia per la gente comune che per i monaci. Occorre ricordare infatti che le cerimonie religiose contemplano offerte da mangiare e da bere, le quali appunto sono sorrette da questi pezzi d’arredamento.

B- Tepchock

Il tavolino classico, il tepchok (B), è costruito con un top solido e tre pannelli laterali che consentono di ritirare il tavolo una volta utilizzato o di ribaltarlo per il trasporto o l’archiviazione.

Generalmente questi tavolini misurano tra i 20 e i 50 centimetri. Il top è monocromatico, mentre i lati possono essere decorati o cesellati.

C - Cabriole style

Un altro tavolo caratteristico è quello che ha gambe curve solitamente unite a pannelli che conferiscono al pezzo una maggiore rigidità (C). Questo tipo di tavolo ha un’origine molto antica, probabilmente derivato dagli altari cinesi che – come è evidente – utilizza moltissimo lo stile di gamba curva sia per i tavoli che per altri generi di arredamento.

I tibetani contemporanei spesso possiedono tavoli da tè – gyachok (D) – che hanno più o meno la stessa altezza dei precedenti ma con un top molto più grande e quadrato. Non di rado questi pezzi sono dotati anche di un cassettino laterale.

D - Gyachok

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