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Una delle conoscenze più appassionanti è quella del riconoscimento dei tappeti orientali. Iniziamo dunque con quelli anatolici.

Innanzi tutto i motivi e i disegni anatolici possono essere correttamente interpretati solo sulla base della conoscenza dei fatti storici e religiosi. La povertà dei disegni, a partire dal XVI secolo, è dovuta al fatto che i commenti del Corano vietassero di raffigurare uomini, animali e qualsiasi altro essere vivente. Benchè il Corano non prescrivesse direttamente tale regola.

La vera e propria presenza dei versi del Corano e di altri testi religiosi possono ritrovarsi negli esemplari persiani del periodo safavide, anche se negli anatolici del XIX e del XX secolo, volutamente ispirati ai modelli persiani, si ritrovano a tratti.

I gruppi produttori dei Tekke si trovavano in diverse regioni del Turkmenistan, di cui erano la tribù più grande e importante. I tappeti presentano spesso i “gol“, ovvero i motivi semigeometrici allineati tra loro come nell’immagine qui riportata.. Le tinte e le lane utilizzate sono di prima qualità.

I tappeti attribuiti ai gruppi tribali Yomut presentano solitamente un fondo rosso scuro con un fitto disegno modulare del campo. Talvolta i quattro campi della classica suddivisione Hachlu sono decorati da disegni precisi disposti su file. Notoriamente, sia la trama che l’ordito sono in lana di pecora.

I tappeti Karabag invece sono fioriti grazie a particolari vicissitudini storiche che hanno posto le basi per una tradizione di produzione di tappeti raffinati e preziosi. Generalmente, la semplicità decorativa d’insieme è bilanciata da una policromia vastissima e vivace.

La città di Qom (o Kum o Ghom), da cui i noti tappeti,  si trova ai margini del grande deserto di sale Dasht-i-Kavir, a circa 150 km da Teheran. I tappeti qui prodotti preferiscono solitamente i colori naturali in azzurro chiaro, molto bianco e avorio e tonalità chiare del rosso. I tappeti di seta hanno i contorni o gli ornamenti in toni dorati, fino alla broccatura in oro. Questi esemplari sono noti per la loro fine annodatura e per la robustezza, qualità che armonizza al massimo la funzionalità con la bellezza decorativa.

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Innanzi tutto, i Turchi e i Turcomanni rappresentano due popoli distinti, provenienti da due diverse zone geografiche derivate tuttavia da un unico gruppo etnico. Entrambe le popolazioni sono celebri tessitrici di tappeti. Normalmente i tappeti Turchi vengono identificati con quelli Anatolici, mentre quelli Turcomanni vengono classificati per gruppi tribali.

I tappeti anatolici sono creati principalmente con la lana. La Turchia infatti conta su oltre 50 milioni di pecore, godendo quindi di una grande quantità di materia prima. La lana dei tappeti in questione è di qualità; quella scadente – ovvero quella ottenuta dalla tosatura di animali morti – non è mai stata usata per la loro produzione, come d’altronde nemmeno per il resto dei tappeti orientali.

La differenza fra le lane dei tappeti anatolici dipendono da fattori diversi, come la razza delle pecore, l’allevamento, l’età e la stagione di tosatura. Generalmente la tosatura primaverile offre una lana migliore ed il suo colore naturale varia dall’avorio al marrone scuro.

In Anatolia, come in tutto l’Oriente, si usa per per la produzione dei tappeti la lana di razze di pecore incrociate. La lana presenta diverse qualità, ad esempio non ha reazioni elettrostatiche, è difficilmente infiammabile ed è meno soggetta a sporcarsi. Inoltre, protegge bene dal caldo e dal freddo e prende benissimo il colore.

Fino alla seconda metà del XIX secolo, per la coloritura delle lane dei tappeti anatolici, si usavano esclusivamente tinture provenienti da piante, minerali e insetti. L’introduzione dei colori sintentici presentò per alcuni tessitori degli svantaggi nel giro di pochi anni: alcuni stingevano e scolorivano, altri divennero sensibili alla luce e in poco tempo persero tono, passando addirittura dal rosso porpora al beige. Ecco svelato il motivo per cui diventa essenziale, in un tappeto, essere stato creato con con colori naturali!

Tra i più noti tappeti turchi troviamo le seguenti categorie: Ushak, Pergamo, Kozak, Ushak, Hereke, Kilim, Konia, Yuruk, Sivas, mentre i Turcomanni si dividono in tappeti dei Salor, dei Tekke, degli Yomut, degli Arabaci, dei Chodoro e del gruppo Ersari.

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