Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘telaio’

I tappeti orientali di vero pregio si distinguono per i materiali impiegati. Che siano di nuova o di vecchia manifattura, il materiale deve essere naturale (in questo articolo vi abbiamo raccontato il perchè: https://tappetimarotta.wordpress.com/2010/10/02/si-ai-colori-ma-che-siano-naturali)

o.41803Tradizionalmente infatti la materia base impiegata per la tessitura dei tappeti è sempre stata la lana lucida, sottile e soffice della pecora orientale. Sterminate regioni, prive di qualsiasi industria, aspre e per la maggior parte aride, venivano sfruttate solo a pastorizia: greggi immensi, quasi sempre sorvegliati da pastori nomadi, fornivano la lana a tutte le comunità e tribu tessitrici. Nella Persia e nel Turkestan, ad esempio, viveva e vive tutt’ora un curioso tipo di pecora, dalla coda adiposa. Quando i pascoli sono abbondanti l’animale concentra tutto il grasso nella groppa e nella coda, che prende la forma di una specie di fiocco pesante fino a 20 kg. Questa risorsa rappresenta per l’animale una preziosa riserva energetica che viene riassorbita dalla pecora stessa se il pascolo è arido, diversamente – visto che questa pecora ha un vello fluente e finissimo – viene tosata per produrre filati di straordinaria qualità.

Anche la lana di capra, lucida e resistente, viene usata in alcuni tappeti della Persia e dell’Asia centrale. Per alcuni esemplari, la cui esecuzione richiede particolare finezza, si usava e si usa ancora la lana di agnello, che rende assai morbida la superficie.

La lana di cammello è spesso adoperata dei nomadi del Turkestan, sola o mescolata con quella di pecora o di capra, anche per l’ordito e per la trama. La seta era  adoperata solo per i tappeti della corte di Persia, naturalmente in via eccezzionale e per soddisfare le esigenze di altissimi personaggi, tanto che per i tappeti tessuti in seta vengono chiamati “tappeti degli scià”. Con la trama e l’ordito anche in seta si raggiunse il massimo della finezza, che divenne ostentazione quando nella trama furono inseriti fili d’oro ed argento. Presso le popolazioni nomadi, che seguono tuttora il vecchio metodo, la tosatura della lana si fa generalmente in primavera avanzata, dopo aver sottoposto la bestia a un lavaggio presso fiumi, laghi o pozzi.

Dopo la tosatura la lana viene lavata una seconda volta al fiume o in grandi recipienti e quindi coscienziosamente schiacciata e messa ad asciugare all’aria. La filatura è effettuata con sistemi tradizionali e, a questo punto, la lana sarà pronta per passare alla tintura.

Read Full Post »

Il tappeto orientale è da sempre simbolo intramontabile di precisione, perizia e arte. Il vello di un tappeto infatti – ovvero ciò che noi guardiamo ed apprezziamo della sua superficie – è composto da infiniti nodi studiati e ritorti a mano. I nodi propriamente detti sono piccoli pezzi di filato – cotone, lana, seta etc. – annodati a distanza regolare tra loro sui fili verticali o ordito.

L’esemplare più antico di cui abbiamo testimonianza di quest’arte finissima è il Pazyryk, IV-V secolo a.C., che ha una densità di ben 3600 nodi per ogni decimentro quadrato (vedi immagine di lato).

Perchè scegliere dunque un tappeto annodato a mano e non uno realizzato a macchina? I fattori sono diversi. Innanzi tutto quelli annodati a mano non solo conservano il loro valore nel tempo, ma addiritura ne acquisiscono maggiormente con gli anni. Inoltre i nodi stretti manualmente sono compattati e forti, mentre quelli a macchina, non potendo essere così resistenti, sovente sono tenuti insieme da colle o silicone. Il materiale utilizzato nei primi è, la maggior parte delle volte, naturale, mentre nel secondo caso possiamo ritrovare facilmente filamenti acrilici.

Qualche curiosità: i nodi più conosciuti sono il nodo turco simmetrico, o Ghiordes, e il nodo persiano asimmetrico o Senneh, usato nelle tessiture di Hereke, Kayseri, Bandidarma e simili. Per avere un’idea dello straordinario lavoro dell’annodatura, possiamo pensare al fatto che alcuni tappeti Hereke in seta di recente realizzazione arrivano ad avere fino a 67.600 nodi per decimentro quadrato.

Come intuitivo, i tappeti vengono annodati a mano servendosi di appositi telai. I telai verticali sno costruiti con pali dritti di legno sui quali poggia un’asse trasversale superiore – chiamata subbio d’ordito – e una inferiore – o subbio del tessuto –  sulle quali si tendono i fili colorati dell’ordito.

Di seguito troverete un breve filmato per avere un’idea di come tutto questo venga realizzato:

Read Full Post »